„Der Tod in Venedig“ – Thomas Mann

———————————————————————————————– Auf Deutsch ——————————————————————————————

„Verlangen in die Ferne“: Thomas Manns Erzählung beginnt genau mit einem solchen Wunsch. Gustav von Aschenbach ist ein berühmter deutscher Dichter, der sehr auf Zucht und Vernunft bedacht ist, mit einer fast militärischen Moralität. Keineswegs von robuster Natur gestaltet er seinen Tag mit festgesetzten Rhythmen.

Während eines Spaziergangs in der Nähe des Münchner Friedhofes trifft er einen beunruhigenden Mann, der wie ein Reisender gekleidet ist und daraufhin empfindet der Dichter ein tiefes Verlangen, in die Ferne zu reisen. Deswegen entscheidet er, nach Venedig zu fahren. Es handelt sich um eine Begegnung in der Mitte zwischen Wachen und Schlafen, die sich als zwei Vertreter der von Nietzsche popularisierten Begriffe des Apollinischen und Dionysischen präsentieren. Und zwar geht es in der ganzen Novelle um den Konflikt zwischen diesen beiden Charakterzügen des Menschen. Mit anderen Worten erzählt sie über den Versuch der Hauptfigur, den Dionysischen abzulehnen, und über die nachfolgende Rache des Dionysischen.

In Venedig trifft Aschenbach den jungen Tadzio, einen polnischen langhaarigen Knaben, der ihm als vollkommen schön erscheint. Aber Manns Werk geht um viel mehr als die kontroverse Leidenschaft eines züchtigen Erfolgsschriftstellers. Man findet ja das platonische Verlangen, aber es geht weiter…

Reich an symbolischen Andeutungen bietet Der Tod in Venedig mehrere Interpretationsmöglichkeiten: Bei jedem Lesen wird immer etwas Neues enthüllt. Der Tod der Hauptfigur ist schon im Titel angekündigt und nimmt wechselnde Gestalten an; z. B. erscheinen die Gondeln wie Särge und erinnern den Dichter an „den Tod selbst, an Bahre und düsteres Begängnis und letzte, schweigsame Fahrt“.

Man findet noch viel mehr: Es gibt die Suche nach der künstlerischen Schönheit und zwar nach der Bedeutung von Kunst und Kreativität; Sehnsucht und Leiden, Schönheit und Verfall, Liebe und Tod. Ein vielschichtiges Lesen, wo die Erzählung sich ins Gedicht verwandelt. Und doch gibt es noch mehr…

Es bleibt mir nun nichts Anderes übrig, als euch eine gute Reise und eine gute Suche zu wünschen.

Angelica Quarato

Thomas Mann, Der Tod in Venedig, Fischer Verlag, € 7,90

———————————————————————————————- In italiano ———————————————————————————————

La Morte a Venezia

“Desiderio di lontananze”: il racconto di Thomas Mann comincia esattamente con questa aspirazione. Gustav von Aschenbach è un famoso poeta tedesco dalla moralità quasi militare, particolarmente concentrato sulla disciplina e sul raziocinio. Per niente di natura robusta, è solito scandire la sua giornata con ritmi ben definiti.

Durante una passeggiata nei pressi del cimitero di Monaco, il poeta incontra per caso un uomo un po’ inquietante vestito da viaggiatore. Questo incontro gli suscita un’irrefrenabile voglia di viaggiare verso mete lontane. Ed è qui che decide dunque di recarsi a Venezia. Si tratta di un incontro a metà tra veglia e sogno, i quali si mostrano come rappresentanti dei due concetti dell’apollineo e del dionisiaco resi popolari da Nietzsche. Infatti l’intero racconto mette in scena il conflitto tra questi due tratti appartenenti all’uomo. In altre parole, viene illustrato il tentativo del protagonista di rinnegare il dionisiaco e la successiva vendetta di quest’ultimo.

A Venezia Aschenbach incontra Tadzio, un giovane ragazzo polacco dai capelli lunghi, il quale gli appare sin da subito come l’incarnazione della bellezza perfetta. Tuttavia l’opera di Mann va oltre la passione controversa di uno scrittore di successo votato alla disciplina. È sì presente un desiderio platonico, ma va oltre…

Ricco di allusioni simboliche, La Morte a Venezia offre la possibilità di varie interpretazioni, ogni lettura svela sempre, infatti, qualcosa di nuovo. La morte del protagonista è annunciata sin dal titolo e assume svariate forme. Ad esempio le gondole appaiono come bare e al poeta “fanno pensare alla morte stessa, a feretri, a tenebrose esequie, all’ultimo muto viaggio”.

Ma c’è ancora di più: è presente la ricerca della bellezza artistica e di conseguenza del significato di arte e creatività; ci sono passione e sofferenza, bellezza e decadimento, amore e morte. Una lettura dunque complessa, dove la narrazione si trasforma in poesia. E, comunque, c’è ancora di più…

Non mi resta quindi che augurarvi buon viaggio e buona ricerca!


Thomas Mann, La morte a Venezia

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