“Medea. Voci” – Christa Wolf

«Pronunciamo un nome e, poiché le pareti del tempo sono porose, entriamo nel tempo di lei, incontro desiderato, dal fondo del tempo ricambia lo sguardo senza esitare. Infanticida? Ecco, per la prima volta, il dubbio». Solenne e, in certo modo eterno, l’incipit di una tra le più significative riscritture del mito di Medea. Chi è Medea? La vicenda affonda le sue radici nell’Atene del V secolo, quando il tragediografo Euripide mette in scena l’omonimo dramma. Figlia di Eeta, re della Colchide, Medea tradisce e abbandona la famiglia a causa di Giasone. È per amore di lui, infatti, che ruba il vello d’oro, ma solo a condizione che la conduca come sua sposa in Grecia. Giunti a Corinto dopo varie peripezie, i due amanti ricevono ospitalità presso il re Creonte. Questi offre a Giasone la possibilità di un trono sicuro e di una giovane sposa, sua figlia. Medea è bandita dalla città e, come lei, i figli. Presa dalla gelosia, la maga manda alla novella sposa una veste intrisa di veleno. Ingannata, va incontro a una lenta morte la figlia del re; muore anche il re, accorso in suo aiuto. Ma la vendetta non è compiuta: Medea, infatti, uccide i figli e li conduce via con sé sul carro del dio Sole, privando in tal modo Giasone della possibilità di accarezzarli e versare lacrime sui loro corpi inerti.

Viene da chiedersi, dinanzi a tanta tragicità, in che modo e ricorrendo a quali espedienti Christa Wolf abbia stravolto il mito. Ebbene: la scrittrice tedesca assolve Medea, consegnandoci una madre premurosa, ingiustamente accusata di un crimine che non ha commesso. Un romanzo ‘corale’, quello della Wolf, costruito sull’avvicendarsi di sei voci, ciascuna delle quali aggiunge un tassello all’intricata e indefinita trama. Un capro espiatorio, la ‘nostra’ Medea, in una città che «ha fondamenta sopra un delitto». E allora, lettori, che pensare di Medea? Un’occasione, il mito, per riflettere sul presente, seguendo un percorso che, pur passando per epoche e momenti storici differenti, si ricollega alla realtà che ci circonda. Non dimentichiamo che Christa Wolf vive gli anni difficili della caduta del muro di Berlino. Medea è l’espressione più compiuta di una Germania percorsa da profondi conflitti storici, politici, culturali e sociali? O, più semplicemente, la donna tradita bramosa di vendetta? «Siamo noi che ci degniamo di scendere fino agli antichi, sono loro che vengono a noi? Fa lo stesso. È sufficiente tendere le mani». Con questa riflessione e poche, pochissime notizie su un romanzo totalmente fuori del comune, lascio ai lettori il piacere e la curiosità di accostarsi a un mondo apparentemente lontano, ma incredibilmente vicino.

Alba Quarato

Christa Wolf, Medea. Voci, Edizioni e/o, 1996, € 7.50

1 Discussion on ““Medea. Voci” – Christa Wolf”
  • Ho amato molto la Medea di Christa Wolf. . . . un libro da consigliare a coloro che frequentano il liceo classico. …una figura mitologica pre-euripidea. . . . diversa e piu ‘ ” verosimile ” rispetto a come la volle Euripide. . . grandissimo genio letterario ma portavoce di una societa ‘ patriarcale.

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