Tanti anni fa, quando ancora frequentavo il liceo, presi l’abitudine di conferire alle mie letture una continuità concettuale che potesse legarle tra loro, così da svolgere uno studio per quanto possibile sistematico e non troppo “dislocato”. E le abitudini, si sa, sono dure a morire. Riprendiamo dunque da dove abbiamo interrotto con l’ultima recensione: principio di indeterminazione, meccanica quantistica, filosofia della fisica. Sono questi, infatti, i temi del saggio di Werner Heisenberg, che in quest’opera divulgativa illustra in modo quasi romanzato l’evoluzione del pensiero scientifico dai presocratici fino alla più recente teoria dei quanta.
Ripercorrendo la storia della fisica da Talete a Planck, Heisenberg fa tappa obbligata presso i grandi personaggi dell’antichità e dell’età moderna e contemporanea. Democrito, Aristotele, Cartesio, Newton, Compton, Kant, Lorentz, Maxwell e Schrödinger sono solo alcuni dei nomi cui si fa ricorso per affrontare al meglio questioni millenarie quali realismo metafisico, determinismo, causalità e casualità. Si tratta di un testo molto importante perché, nelle pagine che lo compongono, Heisenberg formula una contro-obiezione nei confronti di chi, come Albert Einstein, criticò il suo principio di indeterminazione.
Einstein non era un fisico sperimentale, da laboratorio, ma perveniva alle sue teorie attraverso mezzi puramente speculativi. In tal senso, le teorie fisiche, che non escludono l’intuizione o l’ideazione, presentano dei connotati filosofici. Questi possono essere poi ontologici, vale a dire relativi all’oggetto della conoscenza scientifica indipendentemente dai suoi rapporti con l’osservatore, o epistemologici, cioè riferiti alla relazione dello scienziato con l’oggetto conosciuto. Anche Einstein riconosceva casi in cui la posizione dell’osservatore non poteva considerarsi come neutrale nella collocazione e nella valutazione dei fenomeni osservati, ma la diatriba con Heisenberg era dovuta sostanzialmente al concetto di potenzialità o probabilità.
Se la verifica sperimentale serve solo a sancire dei «Sì» e dei «No» e a ridurre il numero di ipotesi elaborate in via speculativa e poi confermate o smentite in laboratorio, ecco che il concetto einsteiniano di probabilità è limitato alla sola teoria degli errori (umani) e al rapporto epistemologico dello scienziato alle prese con gli oggetti dei suoi esperimenti e, dunque – ed è qui che la critica di Heisenberg prende corpo – «è lo stesso della meccanica newtoniana». Tant’è che il detto einsteiniano «Dio non gioca a dadi» non fa altro che riprendere l’aforisma cartesiano per cui «Dio non può averci ingannato» e, con esso, il classico adagio (ritornato in auge proprio in quegli anni per criticare la teoria dei quanta) per cui «la natura non fa salti».
«Natura non facit saltus»: così come Leibniz negava l’atomismo fisico, ora Einstein non è pronto ad effettuare il cosiddetto salto quantico perché non se la sente di seguire un approccio scientifico che abbia alla sua base la casualità. Secondo Heisenberg, infatti, il principio di indeterminazione ci costringe a rivedere i concetti di probabilità, potenzialità e casualità come imprescindibili nei postulati della teoria, giacché, anche a parità di condizioni iniziali, l’esperimento non produce sempre lo stesso risultato.
Una nota conclusiva non da poco: i capitoli di questo libro vennero esposti all’interno di un ciclo di letture (le Gifford Lectures, dell’università di St. Andrew, durante il trimestre invernale del 1955-’56) riguardanti «Dio, l’Infinito e la loro origine, natura e verità; la possibilità di tali concezioni da parte dell’uomo e a quali limiti è sottoposto Dio, se ne è sottoposto». Insomma, sarà anche un’opera divulgativa ma non si tratta certo di letteratura d’evasione! Mi ci son voluti diversi mesi e un intero blocchetto di appunti per raccapezzarmi; ma tale è del resto la prassi da seguire dinanzi a simili opere. E Fisica e filosofia tratta di Dio e dell’intima natura della materia dell’universo, di ontologia e di metafisica, mica di cocchini e tozzetti!
Andrea Corona
Werner Heisenberg, Fisica e filosofia [1958], Il Saggiatore, Tascabili Saggi, Milano 2008, 239 pp., 10,50 euro
















Ed ecco, per gli utenti più curiosi, l’obiezione di Albert Einstein:
http://scienzapertutti.lnf.infn.it/concorso/banzibazoli/miglioredeimondi/ipertesto/gatto_di_schrodinger2.htm