“Sei pezzi facili” – Richard Feynman

La volta scorsa, con la recensione de Le due culture di Charles Snow, è stato affrontato un tema antico. Dalla tassonomia platonica dei saperi fino alla separazione tra Naturwissenschaft (scienze naturali) e Geisteswissenschaft (scienza umanistica), nella storia dell’Occidente si è sempre dato per acquisito che esistesse una differenza tra conoscere i fatti di natura in modo oggettivo e occuparsi di ciò che fanno gli uomini in modo più o meno creativo.

Ebbene, come non citare allora queste parole: «Per i poeti la scienza rovina la bellezza delle stelle, riducendole solo ad atomi di gas. Solo? Anch’io mi commuovo a vedere le stelle, ma vedo di meno o di più? Il mio occhio coglie luce vecchia di un milione di anni, e forse la mia sostanza è stata eruttata da qualche stella dimenticata. Saperne qualcosa non distrugge il mistero, perché la realtà è più meravigliosa di quanto immaginano gli artisti! Che uomo è mai un poeta che parla di Giove pensandolo simile a un uomo, ma se è un ammasso di metano e ammoniaca ammutolisce?»

La citazione è tratta delle Lectures on Physics di Richard Feynman, ovvero dalle trascrizioni delle lezioni tenute nel 1961-’62 al California Institute of Technology (e non a caso il telefilm americano Numb3rs è girato al Caltech) e poi raccolte in un saggio dal titolo Six easy pieces. Feynman, tuttavia, dimostra subito di non essere mosso da alcuna vis polemica nei confronti del sapere non-scientifico, asserendo che «dobbiamo chiarire fin dall’inizio che se una cosa non è una scienza, non è necessariamente un male: vuol dire solo che non è una scienza».

Estremamente interessante è infatti il terzo dei sei pezzi facili, ovvero la lezione sulla relazione tra la fisica e le altre materie di studio: «la fisica è l’equivalente odierno di ciò che un tempo si chiamava filosofia naturale», così che studenti delle discipline più disparate si ritrovano a doverla studiare, a causa dell’importanza che essa riveste in tutti i fenomeni. Chimica, biologia, astronomia, geologia, psicologia: Feynman affronta con nonchalance tutti questi campi nelle loro relazioni con la fisica.

Si prenda la psicologia, di cui Feynman considera i problemi dell’apprendimento e della memoria: se tutte le cose sono fatte di atomi, lo saranno anche le cellule del cervello; ma se, quando si impara qualcosa di nuovo, il cervello riesce a compiere anche operazioni diverse da prima, in che modo le cellule del cervello sono diverse? Ovviamente «la via per arrivarci è ancora lunga. Se riuscissimo a capire anche solo come funziona un cane, sarebbe già un bel progresso. E i cani sono più semplici da capire, ma neppure un cane si sa come funziona».

Nobel per la fisica nel 1965, Feynman era un grande oratore e affabulatore, ed ogni sua lezione è tanto ironica, frizzante, stimolante per la curiosità e per l’intelletto, da far rimpiangere di non esser stato un suo studente, ma soprattutto fa venir voglia di deporre le armi contro la fisica!

Ineguagliabile è il sesto e ultimo dei suoi pezzi facili, la lezione sul comportamento quantistico: «Su scala molto piccola le cose si comportano in un modo che non vi immaginate nemmeno». Newton pensava che la luce fosse costituita di particelle, ma dopo di lui si è visto che invece la luce si comporta come un’onda. Più tardi, però, all’inizio del Novecento, si è osservato uno strano fenomeno: la luce si comporta, a volte, come una particella! E non solo: si ritiene da sempre che l’elettrone sia una particella, ma poi si è scoperto che sotto molti punti di vista si comporta come un’onda! Vale a dire che gli elettroni si comportano come la luce!

Tale è il comportamento quantistico degli oggetti atomici (elettroni, protoni, neutroni, fotoni e così via), che si comportano tutti come «onde corpuscolari». A questo punto, Feynman ha preparato abilmente il terreno per illustrare, sempre con la chiarezza che lo contraddistingue, un argomento tanto affascinante quanto il principio di indeterminazione di Heisenberg. Feynman è riuscito con uno schiocco di dita a farmi appassionare alla fisica. E non a caso il saggio di Heisenberg è già sullo scaffale della mia libreria, proprio accanto a Sei pezzi facili.

Andrea Corona

Richard P. Feynman, Sei pezzi facili [1963], Adelphi, Milano 2007, 212 pp., 12 euro

2 commenti a ““Sei pezzi facili” – Richard Feynman”

  1. Azzurra Scattarella says:

    la protagonista del libro che ho letto ha sicuramente letto questo saggio (scusate il gioco di parole) … il passo successivo è che lo legga anch’io.

  2. fb_avatar Andrea Corona says:

    Ne sono felice, le tue parole fanno molto piacere ed io non posso che ringraziarti.
    Speravo, in effetti, che questa recensione potesse risultare a sua volta «stimolante per la curiosità e per l’intelletto»;
    ma sono altresì lieto di scoprire la reciprocità della cosa, dato che avevo già deciso di leggere il romanzo da te recensito qui
    http://www.temperamente.it/contemporanei/%E2%80%9Cche-fine-ha-fatto-mr-y%E2%80%9D-%E2%80%93-scarlett-thomas/

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