Gara di recensioni sulla ‘Memoria’ – gli scritti in gara

27 gennaio, GIORNATA DELLA ‘MEMORIA’

«Se non ricordiamo non possiamo comprendere».
Edward Morgan Forster

Di seguito, sono riportati, numerati, gli scritti dei partecipanti alla gara (dettagli qui), il cui tema è quello della ‘Memoria’.
L’autore della recensione che riceve più voti vincerà un libro e dei segnalibri di Temperamente. Per esprimere la propria preferenza, basta indicare in un commento a questo post il numero della recensione scelta. Si può votare fino alle ore 12.00 del 7 febbraio, data in cui la redazione decreterà il vincitore del concorso. Buona lettura, buona decisione e… che vinca il migliore.

1. Il silenzio dei vivi di Elisa Springer, Marsilio Editore

Può una giovane donna sopravvivvere all’orrore di Auschwitz senza strappi, senza ferite? Come si può continuare a vivere portando con sé l’umiliazione, il terrore, la perdita di ogni speranza provati durante il “soggiorno” nel famoso campo di concentramento, senza buttare tutto fuori, una volta che si ritorna alla vita? Questo è il destino che tocca a Elisa Springer, donna forte, tenace, che riesce a uscire “viva” dal campo di morte. Eppure non si è veramente vivi, se non si può raccontare l’orrore provato. Per cinquant’anni Elisa cela il suo dramma: si sposa, ha un figlio, nasconde con un cerotto il marchio che la identificava come “ospite” del campo di sterminio. Deve contare sulla sua grande forza di volontà per continuare a convivere con quel segreto. Sarà solo la volontà del figlio di capire a spingerla ad aprirsi finalmente e a rompere Il silenzio dei vivi.

Recensione di Alessia Rigamonti

2. Oltre la cenere di Monica Dogliani e Andrea Ronchetti, Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Nathan è uno dei personaggi che riempiono le oltre 400 pagine del romanzo Oltre la Cenere. È un orologiaio ebreo che si diverte ad animare le feste dei bambini vestendosi da clown. Ironicamente, quasi a volersi beffare della morte, fa il suo ingresso ad Auschwitz truccato da clown. La storia abbraccia un arco di tempo che va dall’agosto del 1944 al 27 gennaio 1955 ed è divisa in due parti. Il romanzo intreccia le vite di personaggi realmente esistiti con quelle di personaggi frutto della fantasia degli autori. Ne escono fuori storie vere e verosimili che catturano il lettore e lo appassionano sconvolgendolo. Nathan è il protagonista indiscusso, l’ago della bilancia tra i carnefici e le vittime. Oltre la Cenere è un romanzo di denuncia e di speranza, un romanzo emozionale ed emozionante che affronta in chiave diversa il tema dell’olocausto. Parole di speranza chiudono il romanzo: i corpi che dieci anni prima volavano via dal camino sotto forma di cenere, lasciano il posto a farfalle dalle ali variopinte che colorano di vita il cielo grigio sopra Auschwitz.

Recensione di Simona Del Gran Mastro

3. Essere senza destino di Imre Kertesz, Universale Economica Feltrinelli

Siamo abituati a pensare all’olocausto col senno di poi attraverso i racconti di chi l’ha vissuto in prima persona da adulto ma immaginate invece la voce narrante di un ragazzino, quindici anni, l’eta’ in cui ti senti come appena svegliato: vedi il mondo intorno a te come fosse nuovo e non hai nessuna esperienza. Intorno a te sta succedendo qualcosa, che non puoi capire. Quello che Kertész vuole raccontarci è che tutto può tutto diventare quotidianità persino l’orrore dei campi e lui riesce a trovare qualcosa che assomiglia alla felicità anche lì. Quello che rende straordinario questo libro è l’assenza di giudizio, leggendo si ha un senso d’ineluttabilità. Solo quando finalmente finirà la sua prigionia il protagonista sarà cresciuto e saprà cosa significa “essere senza destino”.

Recensione di Sabrina


4. Sotto il cielo d’europa di Frediano Sessi, Einaudi Ragazzi

Sotto il cielo d’Europa sono accadute vicende che hanno fatto impallidire il sole e fatto provare vergogna alla luna. Parlare della Shoah ai giovani, raccontare storie che appartengono loro perché i protagonisti sono ragazzi, è una scelta non scontata e tutt’altro che semplice. Frediano Sessi, per Einaudi Ragazzi Storia, ci racconta con lucidità impietosa quanto gli uomini possano trasformarsi in bestie crudeli e spietate. Perché leggere questi libri ai propri figli? Per insegnare loro il valore infinito di ogni persona, per comprendere che l’essere diversi è una risorsa e non qualcosa da temere, per non dimenticare perché, come disse Primo Levi: “È accaduto una volta, può accadere ancora!” E perché il sole non debba più indignarsi, né la luna provar vergogna di noi esseri umani.

Recensione di Echino Risveglio

5. Diario di Anne Frank, Einaudi

E pensare che era solo una ragazzina di tredici anni, costretta a vivere segretamente in un rifugio, lontana da tutto e da tutti, dalle sue amiche, dai suoi ammiratori, dai suoi compagni di scuola, insomma… dalla vita che faceva prima che fosse vietato agli ebrei di vivere.
Anne Mary Frank riceve un diario segreto per il suo tredicesimo compleanno. Non avendo un’amica del cuore decide di raccontare tutte le sue emozioni, sentimenti, paure, gioie e riflessioni alla sua amica immaginaria di nome Kitty. Anne vive nel rifugio insieme ad altre otto persone fino al 4 agosto 1944, giorno in cui la famiglia Frank viene arrestata. Anne è ammirabile per il coraggio che ha avuto nell’affrontare tutte le disgrazie accadute durante la seconda guerra mondiale.
La famiglia Frank ha dimostrato, nella sua umiltà, di saper sorridere alla vita, nonostante i problemi e le atrocità che hanno caratterizzato quel tempo.

Recensione di Anna Pia Lasaracina e Domenica Liuzzi

6. Sono stato un numero – Alberto Sed racconta di Roberto Riccardi, Giuntina Edizioni

Sulla scia di Primo Levi con Se questo è un uomo, Roberto Riccardi, nel libro Sono stato un numero- Alberto Sed racconta, Giuntina Edizioni, riporta in forma di testimonianza tutte le atrocità subite dal popolo ebraico durante il dominio nazista.
Alberto Sed è un sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz. L’autore, raccogliendo parole e riflessioni di un uomo che ha sofferto la fame, la paura, il gelo, rende visibile al lettore l’orrore che ha segnato intere generazioni ed il corso della storia.
Sono stato un numero è un intimo rievocare condizioni di “non vita” e memorie, attraverso un gelido repertorio di fantasmi maledetti ed echi di cattiveria umana.
Il destino ha voluto per Sed una inaspettata salvezza. “L’orrore per tenerlo lontano, va sentito vicino.”

Recensione di Michela Zanarella

7. Il nazista e il barbiere di Edgar Hilsenrath, Marcos Y Marcos

Max Schulz, sterminatore di ebrei nelle file delle SS, e Itzig Finkelstein, ebreo e grande amico di Schulz, vivono un’unica esistenza scandita da una doppia identità: Max Schulz, dopo aver ucciso i Finkelstein in un campo di sterminio polacco, ruba letteralmente l’identità e la storia di Itzig Finkelstein, diventa Itzig Finkelstein, si avvicina al sionismo e passa dall’essere carnefice all’essere vittima, dal ruolo del persecutore a quello del perseguitato. Uno straordinario romanzo che racconta di due destini, della Shoah vista da un ebreo e da un nazista, nei panni dello stesso uomo. Di estremo interesse è il tema del furto di identità, attraverso il quale il colpevole, oltre all’impunità, guadagna la pietas che si prova per la vittima.

Recensione di Fabio Elemento

8. Il bambino con i pigiama a righe di John Boyne, BUR

Il mondo di un bambino, Bruno, fatto di giochi e di immaginazione, viene limitato ad un recinto, a causa del trasferimento del padre. Vivrà intorno a quel reticolato, lo esplorerà; lui ama esplorare.
L’amicizia è priva di confini, e nemmeno una rete può porle limite: al di là di essa incontra Shmuel, con un pigiama a righe, sulla manica un bracciale con una stella a sei punte, ed uno sguardo triste. Entrambi hanno nove anni; come gemelli. Null’altro importa, è sufficiente per essere amici. Bruno e Shmuel giocheranno insieme, fino a compiere uniti da una promessa l’ultima grande esplorazione.
Questo libro è un viaggio, racconta un dolore che più nessuno dovrebbe conoscere. Ma racconta anche dell’amicizia, che se sincera non conosce confini.

Recensione di Antonella Iannò

9. Trilogia della Memoria di Lia Levi, E/O

La storia esce dai libri ed entra nei corridoi di casa.
E/O, in occasione del 70º anniversario dalla promulgazione delle Leggi razziali, ha riunito in una simbolica Trilogia della Memoria tre romanzi della scrittrice: Una bambina e basta (Premio Elsa Morante opera prima), L’albergo della Magnolia (Premio Moravia 2002) e L’amore mio non può. Nelle pagine di Lia Levi difficoltà, umiliazioni, il dolore di famiglie spezzate e precipitate nel baratro di un atroce destino sono narrate con realismo e poesia, senza indulgere al sentimentalismo e a certe rievocazioni di maniera. La sobrietà, la schiettezza, la pulizia espressiva dello stile fanno sì che il mondo evocato da Lia Levi ci venga incontro nella sua quotidianità, nell’essere mosaico di storie inserite nella Storia più grande.

Recensione di Marialucia Riccioli

10. I venti bambini di Bullenhuser Damm a cura di Maria Pia Bernicchia, Proedi Editore

«Ai bambini una carezza
per tutte le infanzie rubate»
La professoressa Bernicchia, in classe, si interessava anzitutto di noi: prima che come studenti, ci vedeva come persone e immaginava per noi un futuro radioso.
Riconosco la stessa delicatezza in ogni pagina dedicata ai bambini di Bullenhuser Damm, strappati all’abbraccio materno e internati come cavie per tragici esperimenti sulla tubercolosi. Sembra un incubo, ma in realtà è storia.
Grazie a questo testo, possiamo ancora conoscere i loro nomi, partecipare ai loro giochi, ascoltare i loro canti… Per non dimenticare sogni di bambini, mai realizzati.
Per saperne di più, clicca qui.

Recensione di Lara Cappellaro

11. Se questo è un uomo di Primo Levi, Einaudi

Catturato dalla Milizia fascista a ventiquattro anni e deportato a Monowitz, uno dei campi-satellite di Auschwitz, il libro racconta l’esperienza autobiografica di Primo Levi, che deve la sua salvezza alla decisione di allungare la vita media dei deportati per disporre di una maggiore manodopera. Così, grazie alle sue conoscenze, entra nel kommando chimico dove, munito di carta e penna, avrà qualche momento di riflessione.
Come riportato nella prefazione del libro, pubblicato nel 1947, i fatti non vengono narrati in ordine cronologico ma “per urgenza” dell’autore stesso, il quale riporta anche i dettagli più atroci, ma che riescono a trasmettere al lettore il livore, la sofferenza e il dolore patiti durante la prigionia.
Un libro per ricordare gli italiani che hanno subìto la deportazione.

Recensione di Francesca Fasciglione

12. La scelta di Sophie di William Styron, Mondadori

Un’azione è univocamente cattiva? O la morale, la religione, l’etica, sono adattive e flessibili, grazie alla possibilità dell’uomo di anestetizzare la propria coscienza? Queste le domande che sembrano percorrere le 617 pagine del romanzo La Scelta di Sophie di William Styron. E sebbene la mente e l’anima del lettore tenteranno, più volte, di fuggire dalla metodica e asettica descrizione della soluzione finale che l’autore propone attraverso le parole della protagonista, non riusciranno a sottrarsi alla curiosità di scoprire quanto possa essere impalpabile la linea che separa vittime e carnefici. Shopie non è ebrea, non simpatizza per gli ebrei, non si sacrifica per loro, eppure vivrà l’orrore dei campi, chiedendosi se sia possibile assistervi e continuare a respirare, a desiderare.

Recensione di Pierfrancesco Matarazzo

13. Sotto il cielo d’Europa di Frediano Sessi, Einaudi Ragazzi

Può una lettura aiutare a non dimenticare?
Tra il 1933 e 1945, sotto il cielo d’Europa, milioni di persone furono prigioniere di lager e ghetti nazisti, tra loro tantissimi ragazzi. “Molti di loro sono scomparsi senza lasciare traccia di sé, nemmeno il nome; di altri ci resta un frammento di storia o di fotografia sbiadita”. Questi piccoli protagonisti, circondati dal dolore, hanno smesso presto di giocare. Attraverso le loro storie ripercorriamo ciò che accadde a Dachau, Mauthausen, Auschwitz, Fossoli: campi di lavoro forzato, di tortura e di morte.
Se davvero un libro può aiutare a non dimenticare, queste pagine sono un regalo prezioso per chi si affaccia al mondo e deve sapere che certe cose non possono accadere ancora.

Recensione di Maria Laurora

14. Il bambino con i pigiama a righe di John Boyne, BUR

Germania Nazista e sterminio degli ebrei. Bruno, un bambino di nove anni, è il figlio di un ufficiale nazista e, di fronte alla casa dove abita, si accorge di uno strano movimento di uomini che indossano un “pigiama a righe”. Tra questi, un bambino della sua età, con il quale un giorno riesce a fare amicizia. Bruno ignora le atrocità di cui si rende colpevole suo padre, continua a non trovare le risposte ai suoi perché, così come forse non riesce a fare l’intera umanità, testimone allora del massacro e memore oggi dell’eccidio di massa di cui la storia ci ha tristemente informato. La tragedia non conosce limiti quando, inconsapevolmente, anche Bruno supera il filo spinato. Riviviamo quel triste periodo storico con gli occhi dell’innocenza e l’ingenuità infantile, tutti coinvolti come il protagonista in un destino mostruoso segnato dalla morte e dalle atrocità senza logica.

Recensione di Margherita Ciociano

15. L’insonne di Cinzia Tani, Mondadori

Nella Germania di Hitler, un medico fanatico lavora per creare uomini resistenti al sonno. Il suo stesso figlio Max è cavia di esperimenti che coinvolgono un gruppo di ragazzi “selezionati” appositamente. Tra questi, la mezza ebrea Sophie e lo zingaro Thomas. Anni dopo, i tre si ritrovano a Parigi, ma l’ombra infamante del nazismo li perseguiterà anche nell’apparente normalità in cui si sono ricreati un’esistenza.
Una storia di fantasia, calata in una tremenda realtà, in cui l’autrice mescola sapientemente amore, dolore, crimini di guerra, persecuzioni razziali, ricordi e memorie. Resta nel lettore la sensazione di non poter uscire indenne da un orrore tale da renderlo insonne, come i ragazzi del dottor Krieger, un orrore che, da qualunque parte sia vissuto, marchia in modo indelebile la mente e il cuore.

Recensione di Monica Serra

16. Se questo è un uomo di Primo Levi, Einaudi

Ricordare e conoscere: ecco il significato del giorno della memoria!
Se questo è un uomo di P. Levi è la testimonianza più appropriata per far conoscere al mondo l’orrore dell’ Olocausto. Attraverso una narrazione che ci proietta in un contesto disumano, l’autore racconta il dramma di coloro che avevano come unica colpa quella di non essere nati sotto la protezione delle stelle dei potenti.
È il racconto della fame “vivente”, dell’uomo che viene trasportato come merce , che perde il proprio nome e diventa Numero, che baratta la propria dignità per un tozzo di pane, che impara che tutto serve e che tutto può essere rubato, che si può arrivare al fondo!
Aver avuto la forza di raccontare significa aver messo da parte l’orgoglio, ma non la dignità! Ricordare diventa, quindi, un monito per i giovani che dovrebbero trarre dal libro una lezione: la libertà ci è stata consegnata da coloro che si sono immolati e che i mostri esistono e sono proprio gli uomini comuni, disposti a credere e obbedire senza discutere….

Recensione di Maria De Maria

17. Il profumo delle foglie di limone di Clara Sànchez, Garzanti

In questo romanzo la trama viene narrata attraverso gli occhi e la voce di Sandra, ragazza incinta che non vuole sposare il padre di suo figlio, e Juliàn, anziano sopravvissuto a un campo di sterminio nazista.
Quando Juliàn si accorge che gli anziani coniugi con sui Sandra ha fatto amicizia sono due criminali di guerra latitanti, la mette in guardia. Ma a chi crederà lei? All’affetto che i due le dimostrano o alla parole di un vecchio che sembra pazzo?
Un espediente ricco di suspance per raccontare la Storia con le sue atrocità. Un romanzo che si insinua nelle coscienze scuotendole. Dove finzione si fonde con Storia e ricorda cosa è capace di fare il genere umano. La caccia ai criminali nazisti continua nell’ombra, da parte di chi non può dimenticare. Ma nessuno dovrebbe dimenticare…

Recensione di Irene Pecikar

Recensione esclusa
18. L’amico ritrovato di Fred Uhlman, Universale Economica Feltrinelli

Conoscere e comprendere il passato è una delle operazioni più importanti per la formazione dell’individuo. Farlo attraverso un’opera letteraria è un’esperienza che ti segna per sempre. Mi riferisco al capolavoro di Fred Uhlman “L’amico ritrovato”, che riesce a raccontare del periodo più buio nella storia dell’umanità e insieme del più splendido sentimento che l’umanità conosca. Razzismo ed amicizia, troppo diversi per convivere, così veri ed intensi da costituire un’unica realtà che è la vita. È il periodo del nazismo vissuto da due adolescenti che superano l’immensa distanza di due culture profondamente diverse e si incontrano nel silenzio dell’anima, lontani dal rumore della guerra. E se questa apparentemente riesce a separarli, è l’amicizia in realtà a tenerli uniti per sempre.

Recensione di Gaetano de Marino

Recensione esclusa
19. Se questo è un uomo di Primo Levi, Einaudi

Il cuore freddo di uomo che ha il coraggio di lottare, gli occhi spenti di chi continua a voler vivere, le labbra viola di chi denuncia, i sentimenti di chi non ha paura. E’ lui: Primo Levi, il narratore di Se questo è un uomo, la storia agghiacciante di un uomo ferito da un altro uomo, un’esistenza stroncata dalla cattiveria umana, una vita lacerata per sempre. E, la forza di guardare avanti, di reagire, di sperare in un nuovo futuro, di scrivere la storia della sua vita per far sì che ciò che è stato commesso non avvenga mai più, poichè il ricordo non può spegnersi. Deve restare sempre vivo nel cuore di lotta. Esiste una razza superiore alle altre? Non siamo forse nati tutti con pari dignità? Qualcuno ha violato questo vincolo, ha dimenticato la moralità calpestando l’anima di milioni di persone. Ha tutto questo un senso? No, noi non dimentichiamo.

Recensione di Jessica Autiero

Qui il link alle poesie degli utenti (estranee alla gara).
N. B. Il voto si esprime indicando il numero della recensione preferita esclusivamente commentando questo post sul sito. Qualsiasi altro commento su Facebook o su qualsiasi altra piattaforma non verrà considerato nel momento in cui si conteranno tutti i voti.
Ulteriori informazioni:

Si informa la gentile utenza che le recensioni in gara numero 18 e 19 sono state squalificate in quanto si è verificato un comportamento poco consono all’evento. Ci rammarica pensare che l’iniziativa sia stata colta come una corsa alla vittoria e non come un’opportunità per riflettere su una delle più grandi macchie della nostra storia contemporanea. Pertanto, onde evitare nuove scorrettezze, accetteremo un massimo di 3 voti provenienti dallo stesso IP per ogni recensione ancora in gara. Verranno scartati, inoltre, i voti lasciati con la stessa mail, palesemente mascherata con nomi diversi. Confidiamo nel vostro senso etico.
– I commenti non compaiono immediatamente sul sito ma dopo un po’ di tempo, per cui chi non dovesse vedere il proprio commento immediatamente pubblicato sappia che è normale e che non c’è bisogno di commentare una seconda volta.
104 Discussions on
“Gara di recensioni sulla ‘Memoria’ – gli scritti in gara”
  • (Il bambino con i pigiama a righe)
    Ho sempre pensato che il coraggio di passare i “confini” di Bruno sia il coraggio mancato e mancante ai tanti uomini che ancora si lasciano riempire gli occhi e le orecchie di atroci fandonie.
    Come scrive Antonella Iannò, questo libro è un viaggio: io l’ho fatto e lo consiglio.
    Il mio voto è alla recensione n.8

    F.C.

  • Voto per la recensione 18, complimenti all’autore, che ha unito profondità e passionalità con maestria.

  • Il mio voto va alla recensione numero 15. Mi piace la scelta di un libro non scontato. Una recensione che stimola la lettura e convince.

  • voto per la recensione 16, la recensione di Se questo è un uomo è stata elaborata con estrema delicatezza per celebrare il giorno della memoria e con concretezza di linguaggio. I miei più sinceri complimenti!

  • Voto la recensione n.17. Avevo adocchiato questo titolo in libreria e ora sono ancora più interessata a leggerlo. Comunque complimenti a tutti, alla Redazione per l’iniziativa, ai recensori e ai votanti!! ^_^

  • (Il bambino con i pigiama a righe)
    Ho sempre pensato che il coraggio di passare i “confini” di Bruno sia il coraggio mancato e mancante ai tanti uomini . Come scrive Antonella Iannò, questo libro è un viaggio: io ho visto il film e letto il libro.Anche le altre non sono da MENO,Il mio voto è alla recensione n.8

  • Ho sempre pensato che il coraggio di passare i “confini” di Bruno sia il coraggio mancato e mancante ai tanti uomini . Come scrive Antonella Iannò, questo libro è un viaggio: io ho visto il film e letto il libro.Anche le altre non sono da MENO,Il mio voto è alla recensione n.8

  • (“Il bambino con il pigiama a righe”)

    Voto la recensione n° 8 di Antonella Iannò: essenziale, arriva dritta al cuore.

  • -COMUNICAZIONE AGLI UTENTI:
    i commenti dei non-ancora iscritti al sito non compaiono immediatamente ma dopo un po’ di tempo, per cui chi non dovesse vedere il proprio commento immediatamente pubblicato, sappia che è normale e che non c’è bisogno di commentare una seconda volta :)
    [chiedo scusa per l’intrusione, buon proseguimento a tutti]

  • ..il mio voto va incondizionatamente alla recensione n°8..
    Adoro qualsiasi cosa scriva Antonella Iannò.

    • voto la numero 8 Antonella Iannò, per la recensione del libro: Il bambino con il pigiama a righe. Ben scritta e descritta.

  • voto la numero 8 , recensione di Antonella Iannó :-) ho letto questo libro e condivido l’amicizia sincera non conosce confini!!!!!

  • Ho letto tutte le recensioni con attenzione e voto per la numero 5, che anche se semplice, mi sembra la più bella.

  • Voto la numero 11, nonostante anche le altre siano molto belle. La 11 però è quella che mi ha colpito di più :)

  • Se questo è un uomo di Primo Levi recensione di Francesca Fasciglione mi piace molto e voto 10

  • Voto la recensione numero 11,” Se questo è un uomo”
    Recensione davvero ben fatta e meritevole…

  • Se questo è un uomo di Primo Levi recensione di Francesca Fasciglione mi piace molto e voto 11 prima ho scritto dieci mi scuso…..CONFERMO 11

  • bella la n.11 di Francesca Fasciglione,lascia intendere con poche righe il senso ultimo del libro e la sua trama…esauriente!

  • È scorretto lasciare più commenti cambiando il nome ma usando lo stesso indirizzo email (si tratta palesemente della stessa persona). Chiaramente la redazione scarta questi voti.

  • Il mio voto alla recensione n. 8 di Antonella Iannò.
    (il finale di Antonella […] *racconta un dolore che più nessuno dovrebbe conoscere*
    è una severa sentenza di giurisdizone universale per la discendenza umana !!!

  • È stato riscontrato che un buon numero di indirizzi e-mail diversi appartiene allo stesso indirizzo IP. La redazione scarta questi voti e, se la cosa dovesse ripetersi, sanzionerà la recensione che viene votata dallo stesso indirizzo IP. Ci dispiace che una gara relativa a un evento come la shoah si stia trasformando in una corsa al premio.

  • voto la numero 8 Antonella Iannò, per la recensione del libro: Il bambino con il pigiama a righe.

  • Tutte molto belle e significative, invitano sicuramente alla lettura del libro, ma devo sceglierne una e indico la n.4, per la sua delicata semplicità e tenerezza.

  • voto la n° 4: è difficile spiegare queste cose ai bambini, si pensa sempre che -almeno loro- vadano preservati dalle brutture del mondo. Invece è importante abituarli fin da subito a riconoscere “il valore infinito di ogni persona, per comprendere che l’essere diversi è una risorsa e non qualcosa da temere” e soprattutto, è importante insegnare loro a non dimenticare.

  • Ottima recensione e bel libro scelto. Il mio voto va per la numero 8, Antonella Ianno’.

  • L’amicizia è priva di confini, e nemmeno una rete può porle limite…
    bravissima Antonella
    Voto la recensione N.8

  • Voto la recensione n° 6 di Michela Zanarella del libro “Sono stato un numero”. Ben scritta ed efficace.

  • Assolutamente la n.8… la recensione di “Il bambino con i pigiama a righe” di Antonella Ianno’

  • Voto la recensione n. 8 di Antonella Iannò al libro “Il bambino con il pigiama a righe. Mi piace la sua ispirazione alla speranza.

  • per la redazione
    siamo 4 studentesse che vivono nella stessa casa e che quindi condividono una stessa rete internet dunque una stessa rete IP. Pertanto credo che i nostri voti siano da considerarsi ugualmente validi. Cosa dovremmo fare? chiedere ai vicini di poter usare la loro connessione?

  • Voto la n° 8. La voto perchè con semplicità ed empatia riesce a far entrare nella storia ancor prima di iniziare a leggerla.
    Reply

  • Una grande recensione x un grande libro..voto la N° 8 Antonella Iannò

  • Voto per la n.6 “Sono stato un numero” -Alberto Sed racconta di Roberto Riccardi.

  • “L’orrore per tenerlo lontano, va sentito vicino” Sono stato un numero…di Michela Zanarella

  • *Rossella: dopo aver constatato una serie di situazioni sospette (che, francamente, non ci aspettavamo affatto, considerando anche il senso che abbiamo voluto dare a un evento come questo), abbiamo deciso di approvare massimo 3 commenti provenienti dallo stesso indirizzo IP e rivolti alla stessa recensione.

  • 8. Il bambino con i pigiama a righe di John Boyne
    recensione di Antonella Ianno’

    voto questa recensione che coglie l’aspetto piu’ vasto della vita umana.

  • voto per la recensione numero 8 di Antonella Iannò; anche se non ho letto il libro, le sue parole mi hanno stimolata a farlo, quindi complimenti!

  • Il mio voto al numero 8 Antonella Iannò, per la recensione del libro: Il bambino con il pigiama a righe.

  • voto la Recensione di Antonella Iannò N°8 per Il bambino con il pigiama a righe.

  • Voto la numero 3 perche’ mi ha fatto venire voglia di leggere il libro di Kertesz!

  • Ciao! Mi complimento con tutti. La vostra iniziativa mi è piaciuta sin da subito, tuttavia ho preferito non partecipare perché non ho letto moltissimo sulla Shoah. Ad ogni modo, ho letto le varie recensioni e quella che mi ha colpito di più è la numero 7, di Fabio Elemento. Credo che comprerò quel libro!
    Rinnovo a tutti i miei complimenti!

  • Il mio voto va alla numero 1. Complimenti al sito, all’iniziativa e ai concorrenti!