Corsi, ebook e tanto altro: parte B-Digital, rivoluzione editoriale con base a Sud.

Sta per partire ufficialmente il primo corso di B-Digital, progetto culturale che vuole rinnovare l’editoria meridionale. Siamo a Locorotondo, bellissima cittadina della Valle D’Itria un tempo famosa solo per l’ottimo vino novello, adesso sempre più attiva su altri fronti. Corsi, libri multimediali, ebook e tante altre cose che sembrano nuovissime in terra di Puglia (e non solo). Ho intervistato Vitantonio Lillo Tarì per farmi spiegare meglio cosa stesse succedendo laggiù…

Raccontaci l’idea che sta alla base di B-Digital.
Tutto l’intero progetto, che si rispecchia nel nome che poi ha preso, nasce dalla nostra esigenza: una piccola casa editrice che cerca di ampliare il nostro mercato. L’idea di fondo è questa: se l’Italia ci sta stretta, è inutile piangerci addosso, semplicemente andiamo oltre. Questo attraverso una serie di strategie tese a digitalizzare il nostro prodotto e a migliorare le nostre possibilità di vendita. Quindi, da una parte acquistare attrezzature e corsi per imparare a far audiolibri, libri digitali, o multimediali che superino anche i confini nazionali, azzerando tutta una serie di costi e sposando altri progetti tesi alla traduzione dei nostri libri; dall’altra, organizzando e creando dei corsi che possano poi migliorare le nostre strategie di marketing e essere utili anche ad altri.

Tutti i corsi sono tenuti da esperti del settore: Emons per gli audiolibri, Luca Campagnoli per e-book e libri multimediali, Lorenzo Scurati per booktrailer e Ninja Marketing per media marketing e digital advertising. I corsi vanno avanti da fine novembre a fine gennaio 2017. Poi parte tutta una fase di ridefinizione dei nostri libri.
Devo dire che l’idea che più è piaciuta, a parte la spinta innovativa, è quella legata ai degli audiolibri di poesia – e noi di Pietre Vive siamo specializzati in poesia – proposti in traduzione, ma con l’originale in audio. Perché in traduzione cos’è che perdi realmente, cosa resta lettera morta? Il suono della pagina originale. Noi gli restituiamo quello. Credo possano essere dei buoni libri che servano a diffondere non solo la poesia ma anche la nostra e altre lingue minori, come i dialetti.

Com’ha potuto diventare realtà B-digital?
B.digital nasce da un progetto presentato da Pietre Vive per Funder35, progetto di finanziamento che coinvolge alcune fondazioni bancarie italiane, fra le quali in particolare Cariplo e Fondazione con Il Sud. Il progetto è stato presentato nel 2015 e su 150 a presentarsi 5 lo hanno vinto, di cui tre in Puglia, di cui 2 a Locorotondo, dove abbiamo la sede. La cosa ironica è che anche una terza realtà di Locorotondo non ha vinto ma è stata segnalata: chiamalo pure genius loci.

Cosa è successo quando hai saputo di aver vinto?
Ti sembrerà incredibile ma lo stesso giorno mi è arrivata la notizia di aver vinto due bandi. Questo e quello dell’Istituto culturale Romeno per la prima traduzione italiana di Elena Vladareanu, giornalista di Radio Romania con un bellissimo libro di poesia, Spazio privato. L’ho visto come un segno che la direzione, quella verso l’Europa, era quella giusta. Per cui ho esultato e mi sono concesso un grappino.

Con B-Digital hai la possibilità di organizzare corsi, andando oltre le tue/vostre esperienze specifiche e avvalendoti di esterni. Quale criterio segui nella scelta di consulenti ed esperti esterni? 
L’esigenza di base era: stiamo investendo sul nostro futuro, quindi cerchiamo di imparare dai migliori. Quindi abbiamo contattato varie realtà, tutte molto fighe, e poi scelto collettivamente quelle più adatte anche in chiave di tempistiche, costi, eccetera. In alcuni casi la scelta è stata veramente complessa. Assai più interessante, inoltre, è stato notare che molti di questi corsi, tutti molto tecnici, quasi mai si fanno a sud di Roma. Gli stessi insegnanti quando abbiamo chiesto loro di scendere in Puglia, in provincia, si sono sorpresi.

Domanda stronza: qual è secondo te il corso più innovativo di tutti?
Credo quello sui booktrailer, perché proprio non se ne fanno. È un corso che semplicemente non esiste. Molti operatori lo prendono sottogamba come linguaggio, e infatti l’80% di quello che si trova in rete, per quanto tecnicamente perfetto, o non sono veri booktrailer o non hanno nulla a che fare col libro, oppure sono mediamente brutti. Quindi, anche per noi stessi, questo è un po’ un esperimento.

Parlami della risposta sul territorio: quanti sono i locals interessati? Quanti vengono dalla provincia di Bari e quanti da fuori?
Molti interessati, non soltanto ai corsi in sé ma anche ai loro sviluppi “laterali”. Ci sono attori interessati allo sviluppo del progetto Audiolibri, ad esempio. O i giornalisti che farebbero volentieri quello di mediamarketing. Ci sono anche molti pigri devo dire, gente che non si sposta volentieri verso la provincia e mi ha chiesto perché non li facciamo a Bari. Condivido la pigrizia, che spesso è reciproca, ma mi sono tornate in mente le parole che una volta mi disse Guglielmo Minervini: «Basta fare le cose soltanto a Bari, dove ce ne sono così tante che uno nemmeno le apprezza, la Puglia è qualcosa di più di una singola città. Fate crescere il vostro territorio».

E invece, la risposta fuori del territorio, com’è?
Abbiamo avuto un paio di proposte per futuri progetti di collaborazione. Ma è tutto da definire l’anno prossimo. Poi, per il resto curiosità, tanti “bravi!” e anche alcuni: incrocio le dita che vada tutto bene. Noi ovviamente su questi ultimi ci tocchiamo.

Corsi in partenza e prossimi.
Il primo corso in partenza è quello con Emons, questo fine settimana, sulla produzione di audiolibri. Poi a metà dicembre ci dedichiamo a e-book e libri multimediali. Pausa natalizia e dopo Natale booktrailer a metà gennaio e per fine mese media marketing.
(trovate tutto le info, anche relative a date e costi, qui)

Verso l’infinito e oltre: sviluppi futuri dell’idea.
Come detto stiamo provando a farci finanziare dei progetti di traduzione con cui realizzare dei libri in doppia lingua per andare all’estero. In genere il nostro è un mercato che importa autori, non esporta. Noi proviamo a esportare i nostri. Un altro progetto che ho in mente, legato a questo tipo di libri parlati, riguarda un festival dei poeti dialettali italiani, da fare sempre qui in Valle d’Itria, e al bando la pigrizia.

Al bando davvero i pigri, evviva la crescita dal territorio, evviva l’editoria del Sud.

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