Happy Reader, quando i libri fanno ingrassare

Pare che i bambini inglesi leggano poco: uno su tre non possiede neppure un libro e uno su due non ama leggere. Lo rivela un sondaggio National Literacy Trust che ha messo in agitazione l’opinione pubblica britannica. E mentre a Downing Street si elaboravano piani d’azione per uscire dall’empasse letteraria nella quale era precipitata la nazione, un salvatore inaspettato è giunto d’oltremanica. Niente paure mamme inglesi: alla lettura ci pensa McDonald’s.

Ci siamo abituati, negli anni, alle multiformi operazioni commerciali del colosso dei fast food. Credevamo di aver già visto tutto, in Italia, quando il re degli chef stellati Gualtiero Marchesi aveva firmato un menu. Avvicinare i giovani alla cucina da gran gourmet l’obiettivo annunciato dalla singolare join venture.

I compleanni da McDonalds sono da anni un’amara realtà ma che dire dei Mc Wedding alla giapponese? Eh già, pare che nel paese del sol levante fretta ed economicità vadano a braccetto anche nel giorno del proprio matrimonio e che festeggiare con amici e parenti ad hamburger e patatine sia l’ultima frontiera. Niente torta nuziale multipiano, ma milkshake e donuts.

Come biasimare pertanto la multinazionale che prende così a cuore gli interessi culturali dei bambini inglesi da inaugurare a partire dal 12 gennaio l’iniziativa Happy Readers? Libri, anziché giochi, all’interno del celeberrimo Happy Meal. Nel 2009 in Svezia un’operazione del genere, denominata Book Happy Meal, ebbe enorme successo. Il progetto si prefiggeva di far sì che i genitori svedesi leggessero a voce alta ai loro figli libri di buona qualità. Alla fine furono distribuiti oltre 900.000 libri, che rappresentarono un incremento del 26% nel numero di libri per ragazzi pubblicati nel Paese.

In Inghilterra McDonalds si prefigge l’obiettivo di 15 milioni di libri regalati in due anni. Alistair Macrow, vice presidente di McDonald, ha dichiarato di essere rimasta sorpresa alla notizia che un bambino su tre in Inghilterra non possiede neanche un libro e che la metà non ama leggere: «Questa è una grande opportunità per aiutare a bilanciare la situazione e riportare il divertimento nella lettura»; mentre Conal Presho della National Literacy Trust ha dichiarato: «Il nostro scopo è usare ogni mezzo per incoraggiare la lettura tra i bambini. L’iniziativa di McDonald avrà un impatto massiccio, farà davvero la differenza».

Voi che ne pensate? Il fine giustifica i mezzi? Più patatine = più libri è un’equazione accettabile?

Giulia Lanzolla

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