La fontana dei miracoli

Tutto scorre. Le parole, una dopo l’altra si stendono sulle pagine, fluendo lisce e libere, ora più rapide e ora più lente, inseguendo il vento, imitando l’acqua che scorre. Ma l’acqua, in alcuni casi, può anche terminare il suo corso, lasciando spazio all’immobilismo statico dell’aridità. A volte, però, la vita rinasce lì dove sembrava essersi spenta e ciò può accadere perfino in una città.

A Trieste, nelle vicinanze di piazza Hortis, si trova una fontana spenta da tempo, di fronte alla chiesa della Beata Vergine del Soccorso eppure, oggi, sembra che la fontana sia di nuovo ricca di vita fremente, di storie, avventure, impulsi, impeti, zampilli, poiché oggi quella fontana, un tempo culla dell’elemento più puro, accoglie nel suo ventre dei libri: una biblioteca scomposta risiede stabilmente in quel marmo ora quanto mai asciutto, romanzi, saggi, racconti e manuali di ogni genere, si affastellano nella ormai ribattezzata “Fontana dei miracoli”, per essere presi in prestito, adottati e riconsegnati o moltiplicati dai cittadini, i quali sorridono davanti al biglietto che sovrasta i volumi recitando  “Angoletto di cultura spicciola e micro relax”.  Una fontana che si trasforma in un luogo di scambio di culture, di umanità che si incrociano, di persone che si sfiorano semplicemente prendendo in prestito un libro, riportandolo dopo qualche giorno, magari mettendone un altro al suo posto, oppure tenendolo sempre con sé.

Uniche regole: agire con rispetto, portare con buona volontà e prelevare con educazione, tutte indicazioni scritte accanto ad un vermiglio e grande “Grazie a tutti”.

E siamo noi a dover ringraziare i fautori di tale bellezza, di tale rinascita, di tale vita.

 

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