LEGGERE NUOCE GRAVEMENTE ALL’IGNORANZA. Riflessioni su Più Libri Più Liberi 2014

Qui più che altrove si respira passione: è quella per cui vivono i piccoli editori, spesso la loro unica ricompensa. Ma alla fine la verità è che dei libri non abbiamo solo bisogno: i libri li desideriamo.
Lidia Ravera, inaugurazione

Sono in molti, ormai, a credere che per risollevarsi dal baratro in cui sembra essere precipitata la nostra società la cultura sia il settore da cui ripartire; non la “cultura” spocchiosa e riservata ai pochi, ma quella che rispecchia il significato originario del termine. In latino, infatti, il verbo colĕre vuol dire «coltivare» ed è questo il messaggio principale che sembra trapelare dalla appena conclusa edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria di Roma: coltivare l’interesse dei più giovani perché siano la base da cui ripartire, curare le nuove generazioni perché rinasca in esse una coscienza.

A sottolineare il fatto che anche nel mondo editoriale si sta affermando la multimedialità, la parte del leone alla Fiera di Roma l’hanno fatta le graphic novel, a partire dalla performance-evento che ha anticipato l’apertura della mostra di cui è stato protagonista Zerocalcare: nella stazione metropolitana di Rebibbia, tra la curiosità dei passeggeri e per la gioia dei suoi fan, il noto fumettista ha realizzato un gigantesco murale incentrato sul mammut che spesso compare nelle sue tavole. Zerocalcare ha anche vinto il contest animato dai lettori/ascoltatori di Radio3 Rai, e il suo Dimentica il mio nome si è aggiudicato il titolo di libro dell’anno 2014.

Il programma di Più Libri Più Liberi, ricco e molto diversificato, ha spaziato dagli eventi riservati agli addetti del settore alle conferenze dedicate alla lotta alle mafie e all’educazione alla legalità (mai argomento fu più consono e tempestivo), dalle discussioni formativo-professionali al Fellowship program dedicato all’incontro tra agenti ed editori italiani e stranieri, dai dibattiti di taglio politico alle tavole rotonde dedicate allo sport e ai suoi eroi, fino agli appuntamenti del Caffè Letterario.

Protagonista, sempre e comunque, il pubblico: attento, preparato, curioso e desideroso di novità, mentre gli oltre 900 ospiti italiani e internazionali provenienti da ogni ambito artistico (Andrea Camilleri, Paolo Poli, Massimo Carlotto, Björn Larsson, tanto per citarne qualcuno) registravano il tutto esaurito nelle sale e mettevano in fila il pubblico nei corridoi.

Tra i tanti espositori “soliti”, anche qualche novità, come l’attivissimo stand di Arpeggio Libero, che nei giorni precedenti la Fiera aveva lanciato sui social l’iniziativa rappresentata dall’hashtag #iosostengolapiccolaeditoria. Straordinaria l’offerta dei titoli, ottima la qualità di gran parte delle pubblicazioni; cito un piccolo editore per tutti, la cui produzione è a mio parere di un livello grafico elevatissimo: Bakemono Lab, che produce libri per bambini – ma non solo – in un’originale veste bilingue.

A conti fatti un bilancio positivo, quello del tredicesimo anno di Fiera: affluenza elevata (oltre 56mila presenze), moltissimi ospiti, eventi che hanno registrato il tutto esaurito. Nonostante la crisi, dunque, la voglia di leggere resiste, è forte e non tace, come ha sottolineato in conclusione dell’evento il direttore della Fiera, Fabio Del Giudice: “I libri e la cultura, il coraggio di innovare, sono la migliore risposta al disagio sociale ed economico che stiamo vivendo e alle recenti notizie di malaffare e corruzione: ripartiamo da qui per rilanciare la cultura italiana e l’immagine del nostro Paese”.

Sicuramente non basta, ma credo sia un buon punto di partenza.

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