In evidenza

“I poeti morti non scrivono gialli” − Björn Larsson

Capita che il talento di un cuoco risieda nella sua capacità di reinterpretare gli ingredienti di una piatto già servito innumerevoli volte fino a trasformarlo…

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“Vipera” − Maurizio De Giovanni

Napoli. Napoli. Napoli. Napoli nel sole di primavera che illumina le strade. Napoli nell’atmosfera di trepidante attesa che precede la Pasqua. Napoli nell’aroma della pastiera…

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“Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” − Luis Sepùlveda

Quando si parla di letteratura, 20 anni non sono molti. Se a tale distanza di tempo è ancora garantito un buon numero di tirature, il…

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Articoli recenti

“Le quattro casalinghe di Tokyo” – Natsuo Kirino

Avevo letto commenti entusiasti riguardo a Le quattro casalinghe di Tokyo, di Natsuo Kirino. Leggerlo è stato, come al solito, molto diverso da come mi aspettavo che fosse. Ma questa volta in positivo: quello che ho trovato nelle pagine di questo scritto mi ha raccontato alla perfezione l’amarezza della vita, per chi si ritrova ad essere vittima degli eventi. Le quattro donne del titolo sono colleghe di lavoro part-time in

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Fajr: la biblioteca nata dalle macerie

Se S. Paolo cadde dal suo cavallo, fulminato sulla via di Damasco dalla luce del Signore, oggi a Damasco cadono bombe e barili dal cielo. Va così da anni ormai. Daraya è un sobborgo della capitale siriana, sotto bombardamento da lungo tempo. La vita quotidiana è scandita da bombe e attacchi, che portano con sé l’eco della disperazione e della rabbia. E la rabbia è energia. Sarà per questo che

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Un confronto sul passato: Annie Ernaux e Kazuo Ishiguro

Mi è capitato di leggere ultimamente due libri molto diversi che trattano dello stesso argomento: il passato. Preciso: i due romanzi trattano il rapporto tra il ricordo del proprio passato, quello personale, individuale e la memoria collettiva. Si tratta de Gli anni di Annie Ernaux e Il Gigante sepolto di Kazuo Ishiguro. L’argomento, pur essendo molto importante e denso di significato, è stato ampiamente dibattuto. Esistono bibliografie infinite sulla memoria, composte da

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“Confessioni di un artista di merda” – Philip K. Dick

Io sono fatto d’acqua. Non ve ne potete accorgere perché faccio in modo che non esca fuori. Anche i miei amici sono fatti d’acqua. Tutti quanti. Il nostro problema è che non solo dobbiamo andarcene in giro senza essere assorbiti dal terreno ma, anche, che dobbiamo guadagnarci da vivere. Inizia così Confessioni di un artista di merda (Confessions of a Crap Artist). Non sorprende e non dice nulla di nuov,

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La saga di Abarat di Clive Barker

Oggi vi voglio parlare di Abarat saga fantasy che ho iniziato a leggere tanti anni fa e che continuerò a leggere, anche perché non si è ancora conclusa. È una lettura che consiglierei a tutti, dai tredici anni in su, nonostante gli spruzzi quasi horror di cui è impregnata. Sto parlando di una pentalogia letteraria, i cui due ultimi volumi ancora in fase di realizzazione, che narrano le avventure di

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“Io sono quello” – Sri Nisargadatta Maharaj

La cosiddetta “letteratura spirituale”, in quanto nasce prevalentemente da trascrizioni di dialoghi e discorsi di maestri, ha il suo fascino proprio in questo: nell’assenza di un autore che programmi la stesura di un libro. Asistematici e disorganici, questi testi sono tuttavia perfetti nella loro composizione. «Ho ingoiato il mondo e l’ho dimenticato». Frasi così vivaci e così d’impatto, poi, contraddistinguono Nisargadatta da altri autori, pur di assoluto rilievo e spessore

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“I poeti morti non scrivono gialli” − Björn Larsson

Capita che il talento di un cuoco risieda nella sua capacità di reinterpretare gli ingredienti di una piatto già servito innumerevoli volte fino a trasformarlo in una specialità dal sapore inedito. E in effetti proprio come uno chef esperto, Björn Larsson in I poeti morti non scrivono gialli si dimostra in grado non solo di lasciarsi alle spalle lo stereotipo del giallo svedese, di cui negli ultimi anni copie su

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“Nella botte piccola c’è il vino cattivo” – Diego Tonini

Nella botte piccola c’è il vino cattivo è il libro di un giovane autore, Diego Tonini; è un hard boleid, perciò mi sono fiondato subito per leggerlo e recensirlo. Per tutti coloro che non conoscano il genere hard boiled, arriva in vostro aiuto santa Wikipedia: Il genere hard boiled rientra nel genere poliziesco o detective fiction e si distingue dal giallo deduttivo per una rappresentazione realistica del crimine, della violenza e del

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“Il più grande artista del mondo dopo Hitler” – Manifatture Teatrali Milanesi

Uno spettacolo con un titolo così forte non può passare inosservato – e questo spiega, in parte, il successo che ha avuto lo spettacolo stesso. Ma un libro dal titolo così inquieto, voi l’avreste letto? La domanda non è casuale: questo spettacolo parte dal romanzo di Massimiliano Parente, uscito per Mondadori già due anni fa. Il più grande artista del mondo dopo Hitler io non l’ho letto (non ancora, direi) mentre

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“Nel nome della madre” – Alessandro Greco

Nel nome della madre è il primo romanzo di Alessandro Greco, uscito ieri per Miraggi, tratto da una storia vera, la sua. Ed è stupefacente per diversi motivi: perché è il suo primo romanzo (anche se aveva già curato diverse antologie) e scorre levigato e tranquillo come fosse il suo decimo libro; perché la sua storia è tanto assurda quanto normale e vissuta ogni giorno da tante altre persone “normali”;

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Interviste

Intervista a Elisabetta Bucciarelli

Ciao Elisabetta e grazie per essere qui con noi di Temperamente.it. Mi parleresti della nascita del tuo ultimo romanzo, La resistenza del maschio? La resistenza…

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Matteo Fini e #illibrochenonce

In un posto con un nome altolocato come il Palo Alto Cafè di Milano, Matteo Fini, ex ricercatore, già scrittore, presenterà a tutti quelli che…

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Intervista a Francesco Leto

Come voi, anche noi siamo rimaste stupite dall'idea di vendere il proprio libro porta a porta, come ha fatto Francesco Leto (classe 1983). Può essere…

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