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Eseguire la manutenzione di un ascensore: ogni quanto serve quella ordinaria

L’ascensore rappresenta uno di quegli impianti che vengono utilizzati piuttosto di frequente nella vita di tutti i giorni. Pensiamo a un ambito condominiale, dove c’è l’esigenza di muoversi tra i vari piani in modo rapido e tempestivo, evitando di trasportare carichi molto pesanti. Chiaramente, l’ascensore risponde a una necessità ben precisa anche per abbattere le barriere architettoniche, permettendo a chi ha delle disabilità o altre difficoltà di muoversi tra i diversi piani in modo efficace e semplice.

Per questo motivo, è fondamentale prestare la massima attenzione al funzionamento di un ascensore. Quindi, bisogna fare affidamento solo ed esclusivamente su aziende certificate e abilitate per operare in un simile settore. Soluzioni ce ne sono tante sul mercato, ma poche, come ad esempio Amca Elevatori, sono in grado di assicurare interventi di manutenzione precisi e di qualità.

Ogni quanto va svolta la manutenzione ordinaria

L’attività principale di manutenzione di un ascensore viene chiamata ordinaria e deve essere portata a termine ogni due anni solo ed esclusivamente dalle ditte o da personale adeguatamente qualificato. Il nominativo dell’azienda che ha tale incombenza viene indicato in un’apposita targa che si trova all’interno della cabina dell’ascensore.

Dopo che si è provveduto all’installazione e alla messa in funzione dell’ascensore, in ogni tipo di struttura, da quella pubblica a quella privata, ecco che è necessario tenere a mente quanto viene ribadito dalla normativa sugli ascensori che è attualmente in vigore entro i nostri confini.

Tale normativa prevede che, per poter far funzionare in maniera corretta l’impianto, serve per forza di cose che il proprietario dello stesso provveda all’affidamento dell’attività di manutenzione ordinaria e periodica a una ditta specializzata, da svolgersi seguendo una cadenza biennale.

È importante mettere in evidenza un aspetto ben preciso: ovvero, nel momento in cui la ditta incaricata della manutenzione dovesse essere cambiata, ecco che il proprietario piuttosto che l’amministratore di condominio deve per forza di cose trasmettere le dovute informazioni al Comune che ne ha la competenza, ovvero quello in cui si trova l’immobile, tramite una specifica comunicazione.

È bene ribadire come la legge italiana in materia consideri la manutenzione ordinaria di impianti come l’ascensore o il montacarichi assolutamente obbligatoria. Una volta installati, gli ascensori devono ottenere apposita autorizzazione da parte del Comune per la messa in esercizio e anche l’autorizzazione dell’Asl per poter portare a termine i controlli periodici previsti dal punto di vista della sicurezza.

Cosa dice la legge in materia

Nel momento in cui si fa riferimento all’attività di manutenzione ordinaria di un ascensore è bene fare sempre riferimento alla normativa che riguarda questo tipo di impianti. Si tratta del Dpr numero 23 del 10 gennaio 2017, che è entrato in vigore andando ad apportare delle modifiche alla disciplina previgente, ovvero il Dpr numero 162 del 1999, che era stato emanato con l’intento di recepire quanto previsto dalla Direttiva 95/16/CE.

La nuova normativa che è entrata in vigore, invece, si pone come obiettivo quello di recepire le nuove indicazioni che sono contenute nella Direttiva 2014/33/UE, che deve essere applicata sia agli ascensori presenti all’interno di stabili privati e condominiali che in riferimento a tutti quegli apparecchi di sollevamento che garantiscono la loro attività in spazi di percorso ben precisi e definiti.

Le visite di manutenzione periodica dei montacarichi e degli ascensori hanno come obiettivo primario quello di controllare che i vari dispositivi presenti che tutelano la sicurezza siano sempre perfettamente e regolarmente funzionanti, ma non solo. Infatti, hanno lo scopo anche di verificare tutte quelle parti più importanti all’interno di un ascensore, cercando di capire se si trovino ancora in condizioni di efficienza e se funzionino in maniera corretta.