“Batman. The killing joke” – Alan Moore, Brian Bolland

Pubblicata per la prima volta nel 1988, “The Killing Joke” è l’opera che traccia una volta per tutte il sottile fil rouge tra le identità delle due icone di Gotham City: il Cavaliere Oscuro e Joker.

Alan Moore, maestro incontrastato del comics, viene chiamato a dar vita a un’idea dell’illustratore Brian Bolland e dell’allora editor DC Comics Dick Giordano. Rivisitando una storia del 1951, “The mystery of the Red Hood”, Moore integra l’idea di partenza con la mai avvenuta narrazione delle origini della nemesi di Batman.

Vero oggetto di culto per gli appassionati del genere, “The Killing Joke” è reso ancora più drammatico nella recente edizione ricolorata, perdendo le tinte accese a vivaci del 1988, a favore di una decisa sterzata verso il nero e il grigio, a sottolineare il carattere dark che permea l’intreccio. Inoltre, i flashback riguardanti il passato di Joker sono stati interamente desaturati e portati a una cromatura molto vicina al bianco e nero, lasciando solamente alcuni dettagli in rosso.

Nuovamente fuggito dall’Arkham Asylum, Joker tende una trappola al Crociato incappucciato: prende possesso di un luna park abbandonato e si presenta a casa del Commissario James Gordon e di sua figlia Barbara (ex Batgirl); dopo aver sparato alla ragazza – che sopravvivrà, rimanendo paralizzata –, rapisce l’uomo e lo conduce, nudo e incatenato come una bestia, presso il luna park, dove li attende un esercito di freaks.  Questo spinge Batman a intervenire.

Le azioni di Joker sono finalizzate alla dimostrazione della sua “Tesi al crimine”, ossia che anche le persone sane, come ad esempio Gordon, sono separate dall’abisso della follia da una singola, assurda, pessima giornata.

In un abile gioco di flashback, Alan Moore presenta in tutta la sua drammaticità il trauma all’origine della psicosi di Joker, il suo rapporto col Cappuccio Rosso e il primo atto criminale che lo condannerà per sem­pre, quel punto di rottura che ha condotto alla nascita del Pagliaccio del crimine, ma dietro il cui sorriso si intravede ancora il volto e il dramma personale di Jack Napier.

L’eroe e la sua nemesi, messi a confronto con le rispettive storie, si sco­prono fin troppo simili. Il villain più carismatico della storia del fumetto e Batman sono ambedue consapevolmente folli e come tali si relazionano con gli altri in maniera non convenzionale, ma mentre l’uno accetta passivamente la realtà che lo circonda, l’altro costringe la sua vita ad avere un senso.

Angela Pansini

Alan Moore – Brian Bolland, “Batman. The killing joke”, Planeta De Agostini, tavv. 64, € 9.95

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