“Tolkien e Bach, dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori” – Giovanni Agnoloni

Potrebbe sembrare assurdo l’accostamento tra John R.R. Tolkien, il signore del fantasy, e Edward Bach, l’ideatore della floriterapia; eppure, analizzando a fondo i due personaggi e le loro ricerche, il collegamento emerge senza lasciare alcun dubbio. Giovanni Agnoloni lascia intendere che si tratta di un sottile filo di natura spirituale, oltre che fisica: i due vissero negli stessi luoghi e fecero entrambi esperienza delle forti vibrazioni energetiche della campagna inglese. Entrambi analizzarono le emozioni e i modelli di comportamento umani secondo i dettami della psicologia junghiana, fedeli alle teorie secondo cui l’inconscio collettivo genera immagini e miti per dare espressione alla parte più profonda dell’animo umano. Gli archetipi sono appunto il nesso più evidente tra lo scrittore e il medico. Tolkien, attraverso la creazione dei personaggi, luoghi e oggetti che animano la Terra di Mezzo, rappresenta l’animo umano e le sue molteplici sfaccettature, assegnando alla natura un ruolo fondamentale nella sua opera. Bach, studiando le vibrazioni emesse dai fiori, giunge alla conclusione che ciascuno dei 38 fiori da lui individuati sia “sintonizzato” su un diverso aspetto dell’animo umano.
È piacevole ed intrigante leggere ed analizzare da un punto di vista completamente inaspettato l’opera di Tolkien. Così come il creatore degli Hobbit fa muovere i suoi personaggi per superare la dualità tra bene e male, l’inventore dei Fiori di Bach pone come scopo della medicina floriterapica la fusione tra energia fisica e spirituale: ambedue ci insegnano che, superando le scissioni, è possibile ricreare l’armonia del mondo (il benessere spirituale) e recuperare lo stato di salute (il benessere fisico).
Attraverso un’analisi accurata, in uno stile scorrevole e interessante (anche per chi non è un abituale lettore di saggi), Agnoloni aiuta il lettore a scoprire il collegamento tra i due, spiegando che l’aspetto vibrazionale su cui si basa la sua teoria dei Fiori sfrutta energie non misurabili e che agiscono ai livelli più profondi. Ecco quindi individuato il punto di contatto tra le due personalità: non vi è differenza tra la letteratura di J.R.R.Tolkien e la medicina di Edward Bach, giacché entrambe lavorano sulle energie mentali, aiutando l’essere umano a comprendere se stesso, i propri limiti, le proprie possibilità e aprendo nuove prospettive.

Monica Serra/Molly Greenhouse

Giovanni Agnoloni, Tolkien e Bach, dalla Terra di mezzo all’energia dei fiori, Galaad edizioni, € 13

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