“Nuova Poesia Creaturale”- Tiziano Fratus

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Trovarsi sotto mano Nuova poesia creaturale è qualcosa di inaspettato. Quella copertina di carta riciclata, quelle foto in bianco e nero, quell’impaginazione minimal e quell’autopresentazione dell’autore: assolutamente sconvolgente.

 Chi di fronte alla poesia contemporanea si è sempre sentito come un letterato alle prese con  un’equazione o come un ingegnere di fronte ad un quadro di Picasso si è sentito come me, quando ho ricevuto il libro nella cassetta della posta. Quella dedica in undicesima pagina, però, mi ha tranquillizzato ed incuriosito, ho sentito Tiziano come un caro amico ed è iniziato così il mio cammino per le sue innumerevoli terre. Ogni poesia infatti è da considerare come un ettaro della terra che ha calpestato durante i suoi viaggi, come ogni respiro che ha cadenzato le sue ore in terra straniera e non, come un battito di ciglia in cui tutti gli alberi che ha ammirato gli tornano alla mente.  “L’uomo radice” si definisce il Fratus e come dargli torto, sono quasi sicura che conti i suoi anni in base agli anelli degli alberi, creando una metamorfosi panica esplicitata dalla sua poesia. Il rapporto che lo lega alla natura si avverte in maniera così forte da sentire l’odore dell’erba appena tagliata ed il rumore del vento che fa volar via la terra rossa dal pugno di un contadino. Con i suoi versi mai banali, con la sua lirica sciolta e con l’intricarsi di frasi simili a mangrovie, l’autore ci propone quesiti esistenziali ai quali non riusciamo a rispondere, anzi: restano mastodontici dubbi simili a quelli inculcatici dai grandi rimatori del passato.  Fratus dimentica la rima ma conserva la magia di una poesia armonica e graffiante allo stesso tempo. Ammetto purtroppo di essere ignorante in materia e per questo chiedo scusa al grande autore, ma permettetemi di dirlo anche a lui, per questi capolavori naturali che ha regalato al mondo: grazie Tiziano, adesso portaci con te, in un mondo che abbiamo dimenticato:

 

 

L’uomo che cammina

 L’uomo che cammina

non è fatto per guardare indietro,

 

l’uomo che cammina

respira, annusa, spilla le dita

nell’alveare e lecca il miele,

 

l’uomo che cammina

adora le labbra senza trucco

delle ragazze che non hanno

tempo per portarsi uno

specchietto nella borsetta,

 

l’uomo che cammina

ascolta il rumore della pioggia

e il frantumarsi delle foglie

sotto la suola delle scarpe,

 

l’uomo che cammina

non ha parole per le polemiche

e le ripicche di qualsiasi genere,

 

l’uomo che cammina

ritiene che grandezza e ricchezza

siano problemi per coloro che

hanno scarsa immaginazione,

 

l’uomo che cammina

cammina e vive la vita

per quel che è

 

 

Glenda Gurrado

 

Tiziano Fratus, Nuova Poesia Creaturale, MANIFATTURATORINOPOESIA, 323 pp., 20 euro

Un commento a ““Nuova Poesia Creaturale”- Tiziano Fratus”

  1. Antonella M. says:

    Poesia sublime! Bravo Fratus e brava Glenda!

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