Category Libri al cinema

“Frankenstein di Mary Shelley” – regia di Kenneth Branagh

Dimenticatevi tutto. Frankenstein di Mary Shelley è un film drammatico. Sussulti disseminati e scontati in compagnia di un Robert De Niro addobbato a mostro non bastano per farne un capostipite dell’horror. La formula è quella di seguire fedelmente (come da titolo) il fortunato romanzo, lasciandoci immergere in un’atmosfera da incubo con algidi palazzi regali e la peste che imputridisce le strade. Magicamente ci si affeziona ai protagonisti (Kenneth Branagh e

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“Malavoglia” – regia di Pasquale Scimeca

Qualcuno potrebbe pensare che il solo fatto di voler adattare un’opera di Verga sullo schermo sia una blasfemia senza eguali. Eppure il film di Scimeca (non a caso siciliano), Malavoglia, presentato alla 67ª edizione del festival di Venezia nella sezione “Orizzonti”, è rimasto alquanto sottovalutato. Forse per la libera interpretazione del romanzo dell’autore verista. Infatti il mondo asfittico di Aci Trezza si trasforma nell’Italia di oggi, nella Sicilia delle routine

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“Il mago di Oz” − regia di Victor Fleming

Chi non si ricorda le straordinarie avventure di Dorothy nel regno di Oz? Come dimenticare i Mastichini con le loro casette colorate, le stradine in mattoni gialli, i campi di papaveri soporiferi o la città di Smeraldo, dai riflessi color pastello? Forse quello che non tutti sanno è che il capolavoro di Victor Fleming è tratto dal romanzo per bambini “Il meraviglioso mago di Oz”, scritto da L. Frank Baum.

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“Harry Potter e i doni della morte− Parte II”− regia di David Yates

697 pagine. Un’impresa impossibile quella di trasformarle in un unico film, esattamente come è faticoso filtrarne la metà (quasi 251 pagine ricche di storia) in due ore di pellicola. Harry Potter e i doni della morte: parte 2 è il film conclusivo della celebre e redditizia saga scritta dall’autrice inglese J.K.Rowling. Non ci sono più spensierate passeggiate al sole tra le vie del magico castello, animali fantastici da incontrare, battibecchi

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Gibson o Pasolini?

Gibson o Pasolini? Da una parte lo splatter cucito nel 2004 senza alcuna leggerezza, dall’altra la visione di un laico sul libro dei libri, senza sconvolgerne i dogmi. Il regista-attore americano sceglie solo di rappresentare le ultime ore della vita del Cristo, più fisico che mai, solo contro tutti i “perfidi” ebrei e il “gentiluomo” Pilato. Almeno un’ora e mezza di sangue, senza pietà, senza remore, che lievita per autocompiacimento

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“Dracula di Bram Stoker”- regia di Francis Ford Coppola

 “Benvenuto in mia casa. Entrate e lasciate un po’ della felicità che recate”. Questo è l’invito a mo’ di Dante che il Conte Dracula fa all’avvocato Jonathan Harker, appena giunto nel suo castello in Transilvania. Prima che esistessero le teensaga sentimental-pattumiere, dove il licantropo è avviluppato in un fascio di muscoli e il vampiro è un divo che non ha nulla di diabolico ma è tutto dandy;  prima che si

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“Paradiso perduto”- regia di Alfonso Cuaron

Dimenticatevi il servile Pip, devoto di cuore al fabbro Joe. Dimenticatevi l’ambientazione ottocentesca tra immense pianure, cimiteri misteriosi e fucine. La fertile immaginazione di Cuaron (“La piccola principessa” e anche “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”) vola al di là di tutto questo. Nella rilettura di “Grandi Speranze” di Dickens, il protagonista, Finn Bell (Ehan Hawke) è un promettente artista contemporaneo della Florida. La sua educazione avviene perlopiù in

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“La finestra sul cortile”- regia di Alfred Hitchcock

Stesso punto di partenza. Ogni inquadratura ricalca i paragrafi delle prime pagine del racconto. Ogni punto a capo è una carrellata. Ogni dettaglio è una zoomata. Poi il celebre film di Hitchcock prende pian piano le distanze dal suo soggetto, già da un importante dettaglio: lo stesso regista è un “guardone”, come lo sono tutti, sia il protagonista Jeff Jeffries, immobilizzato su una sedia a rotelle per un incidente e

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“A Christmas carol”- regia di Robert Zemeckis

Chi di noi non conosce la storiella narrata da Dickens sul Natale? E’ forse uno degli spunti più facili per moralizzare e appassionare una qualsiasi vicenda. E nella lunga lista di rifacimenti, adattamenti e piccole ispirazioni spuntano Topolino, i Muppets, il terribile lungometraggio italiano “Natale in casa DJ” o film più acuti come il grazioso Scrooge (1951) o S.O.S. fantasmi (1988). Ma Zemeckis è voluto andare oltre. Scritta di proprio

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“La ragazza con l’orecchino di perla”- regia di Peter Webber

Noi lettori abbiamo un problema, ammettiamolo: vorremmo che i registi riuscissero a mettere su pellicola un libro pagina per pagina, parola per parola, respiro per respiro, sensazione per sensazione; nel momento in cui la perfezione della scrittura non viene riprodotta al cinema, diamo di matto. Siamo fatti così, inutile prenderci in giro. Ne abbiamo tanti di difetti e questo li supera tutti. Ma stavolta, ahimè, non ho nulla da dire,

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“Harry Potter e i doni della morte (parte I)” – regia di David Yates

Harry Potter colpisce ancora e tutti si chiedono come sia l’ultimo capitolo (ma non veramente ultimo) della saga di maghi più famosa al mondo. Quella che ora è una grande ottalogia è passata di mano in mano tra i più famosi registi di Hollywood, dal celebre Chris Columbus, che ha dato quella patina smagliante ma fanciullesca ai primi due film, al messicano Cuaron, che opta per una deviazione più adulta

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“Alice in Wonderland”- regia di Tim Burton

Tre anni or sono, il grande Burton aveva dichiarato in una conferenza che nessuna opera su pellicola si era minimamente avvicinata allo splendore delle due opere di Caroll legate al personaggio di Alice, incaricandosi così, dall’alto della sua eccelsa carriera, il fardello di creare qualcosa che rispettasse l’ “Alice’s essence”. Già nel ‘51 la Disney si occupò di “cartonizzare” l’epopea della piccola prediletta carolliana, raggiungendo un livello altissimo di fedeltà

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