Category Libri al cinema

“Bel Ami – Storia di un seduttore” – regia di Declan Donnellan e Nick Ormerod

Il film Bel Ami – Storia di un seduttore, chiariamolo subito, è un grande, sfarzoso buco nell’acqua, di sicuro non minimamente degno di rivaleggiare con l’omonimo romanzo realista di Maupassant. Benché vada sottolineata la difficoltà con cui tanti registi in passato si siano confrontati nel tentativo di dar voce al realismo ottocentesco, non è questo il vero problema che rende il film, diretto a due mani da Declan Donnellan e

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“Uomini che odiano le donne” − regia di Oplev / Fincher

Due registi diversi, il danese Oplev e l’hollywoodiano Fincher, che hanno creato due modi diametralmente opposti di guardare lo stesso libro. Stiamo parlando del celeberrimo romanzo di Stieg Larsson, Uomini che odiano le donne, primo di una trilogia di successo a tinte thriller. Il primo arrangiamento visivo realizzato è stato quello di Oplev, nel 2009: un film scialbo, senza azzardi, la cui sceneggiatura spesso rischia di cadere nel peggior rischio

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“Il ladro di orchidee” – regia di Spike Jonze

La conversione di un libro in un film non è impresa facile, specialmente se intervengono interferenze come la soggettività dello sceneggiatore. È proprio questo il problema su cui si basa il film sceneggiato nel 2002 dal genio Kaufman (vincitore dell’oscar per l’ingarbugliatissimo e poetico Eternal sunshine of the spotless mind), Il ladro di orchidee, traduzione blasfema del titolo orginale, Adaptation. Il film è il tentativo di “adattare” cinematograficamente il romanzo

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“The Hours” – regia di Stephen Daldry

“La signora Dalloway disse che disse che i fiori li avrebbe comprati lei”. Questo è il primo pensiero che attraversa simultaneamente le menti delle tre signore Dalloway: Virginia Woolf (Nicole Kidman, insignita di un oscar), che scrive nel 1923 le parole del romanzo dettate dal suo animo turbato incline al suicidio, Laura Brown (Julianne Moore), che le legge, 26 anni dopo, sul letto, in cerca di stimoli vitali per evadere

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“Frankenstein di Mary Shelley” – regia di Kenneth Branagh

Dimenticatevi tutto. Frankenstein di Mary Shelley è un film drammatico. Sussulti disseminati e scontati in compagnia di un Robert De Niro addobbato a mostro non bastano per farne un capostipite dell’horror. La formula è quella di seguire fedelmente (come da titolo) il fortunato romanzo, lasciandoci immergere in un’atmosfera da incubo con algidi palazzi regali e la peste che imputridisce le strade. Magicamente ci si affeziona ai protagonisti (Kenneth Branagh e

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“Malavoglia” – regia di Pasquale Scimeca

Qualcuno potrebbe pensare che il solo fatto di voler adattare un’opera di Verga sullo schermo sia una blasfemia senza eguali. Eppure il film di Scimeca (non a caso siciliano), Malavoglia, presentato alla 67ª edizione del festival di Venezia nella sezione “Orizzonti”, è rimasto alquanto sottovalutato. Forse per la libera interpretazione del romanzo dell’autore verista. Infatti il mondo asfittico di Aci Trezza si trasforma nell’Italia di oggi, nella Sicilia delle routine

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“Il mago di Oz” − regia di Victor Fleming

Chi non si ricorda le straordinarie avventure di Dorothy nel regno di Oz? Come dimenticare i Mastichini con le loro casette colorate, le stradine in mattoni gialli, i campi di papaveri soporiferi o la città di Smeraldo, dai riflessi color pastello? Forse quello che non tutti sanno è che il capolavoro di Victor Fleming è tratto dal romanzo per bambini “Il meraviglioso mago di Oz”, scritto da L. Frank Baum.

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“Harry Potter e i doni della morte− Parte II”− regia di David Yates

697 pagine. Un’impresa impossibile quella di trasformarle in un unico film, esattamente come è faticoso filtrarne la metà (quasi 251 pagine ricche di storia) in due ore di pellicola. Harry Potter e i doni della morte: parte 2 è il film conclusivo della celebre e redditizia saga scritta dall’autrice inglese J.K.Rowling. Non ci sono più spensierate passeggiate al sole tra le vie del magico castello, animali fantastici da incontrare, battibecchi

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Gibson o Pasolini?

Gibson o Pasolini? Da una parte lo splatter cucito nel 2004 senza alcuna leggerezza, dall’altra la visione di un laico sul libro dei libri, senza sconvolgerne i dogmi. Il regista-attore americano sceglie solo di rappresentare le ultime ore della vita del Cristo, più fisico che mai, solo contro tutti i “perfidi” ebrei e il “gentiluomo” Pilato. Almeno un’ora e mezza di sangue, senza pietà, senza remore, che lievita per autocompiacimento

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“Dracula di Bram Stoker”- regia di Francis Ford Coppola

 “Benvenuto in mia casa. Entrate e lasciate un po’ della felicità che recate”. Questo è l’invito a mo’ di Dante che il Conte Dracula fa all’avvocato Jonathan Harker, appena giunto nel suo castello in Transilvania. Prima che esistessero le teensaga sentimental-pattumiere, dove il licantropo è avviluppato in un fascio di muscoli e il vampiro è un divo che non ha nulla di diabolico ma è tutto dandy;  prima che si

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“Paradiso perduto”- regia di Alfonso Cuaron

Dimenticatevi il servile Pip, devoto di cuore al fabbro Joe. Dimenticatevi l’ambientazione ottocentesca tra immense pianure, cimiteri misteriosi e fucine. La fertile immaginazione di Cuaron (“La piccola principessa” e anche “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”) vola al di là di tutto questo. Nella rilettura di “Grandi Speranze” di Dickens, il protagonista, Finn Bell (Ehan Hawke) è un promettente artista contemporaneo della Florida. La sua educazione avviene perlopiù in

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“La finestra sul cortile”- regia di Alfred Hitchcock

Stesso punto di partenza. Ogni inquadratura ricalca i paragrafi delle prime pagine del racconto. Ogni punto a capo è una carrellata. Ogni dettaglio è una zoomata. Poi il celebre film di Hitchcock prende pian piano le distanze dal suo soggetto, già da un importante dettaglio: lo stesso regista è un “guardone”, come lo sono tutti, sia il protagonista Jeff Jeffries, immobilizzato su una sedia a rotelle per un incidente e

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