Category Nuove uscite

“La nostalgia felice” – Amélie Nothomb

Leggere La nostalgia felice di ritorno da un felice periodo di permanenza a Parigi è stata una delle cose più azzeccate che potessero capitarmi. Non tanto perché quando si tratta di Amélie Nothomb (che, tra l’altro, ho potuto conoscere di persona proprio durante il mio soggiorno all’estero) mi trasformo in un’adolescente alle prese con uno dei suoi idoli, ma proprio per il significato profondo di quest’ultimo lavoro della scrittrice belga. Voglio essere

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“Perdutamente” – Flavio Pagano

“Mi aveva appena telefonato un amico. «Ho perso il treno. Ma è stata una fortuna…» Io non capivo. «C’è tua madre qui con me. Sembra un po’ disorientata. Credo l’abbiano derubata.» «Mia madre?» ripetei incredulo.” Cosa fa un’anziana, abituata a non uscire di casa da sola, seduta su una panchina della stazione, in un freddo pomeriggio di novembre? Dove vuole andare? Desidera raggiungere qualcuno, allontanarsi dai familiari, inseguire un sogno

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“Per sempre carnivori” – Cosimo Argentina

Fottuti. Lo sono stati in altre storie Dànilo Colombia, Mino Palata, Krol. Lo sono, in questa, Leone Polonia, Mako e il dentuso: terribilmente, inesorabilmente, spietatamente fottuti. Ma se nelle altre vite dannate regalateci da Cosimo Argentina ci era concesso di scorgere un flebile barlume di speranza, seppur intermittente, in questo dramma non esiste salvezza, ché sin da subito la situazione appare chiara: «Una testa. Per quanto ne so io, la

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“Le effemeridi” – Stéphanie Hochet

«Il più affascinante romanzo sulla fine del mondo», si legge sulla fascetta gialla che avvolge il libro. La riassuntiva definizione è della (mia amata) scrittrice belga Amélie Nothomb. Permettetemi, però, di dissentire: questo non è un romanzo sulla fine del mondo. Non aspettatevi di trovare la classica coppia d’innamorati in fuga da catastrofi, cataclismi e compagnia bella, che nell’happy ending – non si sa mai come – riesce rocambolescamente a

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“Svanire” – Deborah Willis

La gente semplicemente scompare. Svanire è una preziosa raccolta di racconti dell’autrice canadese Deborah Willis. Il titolo evoca sin da subito il tema centrale del libro, seppur percorso attraverso storie e personaggi differenti. La scrittrice in quest’opera, che è il suo esordio letterario, è in grado di descrivere la quotidianità con una semplicità che non è mai banale, bensì essenziale ed efficace. Inoltre l’enorme varietà delle narrazioni mantiene viva l’attenzione

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“Il tempo di Mahler” – Daniel Kehlmann

A volte i libri sono nel posto giusto al momento giusto. È successo al romanzo Il tempo di Mahler, che si è ritrovato nelle mie mani proprio quando avrebbe dovuto finirci. Okay, mi spiego: qualche sera fa mi sono confrontata con amici su astrazioni quali tempo, spazio, creazione, etc. (concetti sui quali, a onor del vero, non ho grosse facoltà d’espressione). Ebbene, tornata a casa, le mie dita sono scivolate

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“La giusta parte” – AA.VV.

Quando sei davanti a un libro che raccoglie testimonianze, non hai un’idea precisa di cosa aspettarti. Sai cosa non troverai: non troverai scenari di fantasia, non troverai nomi inventati (tutt’al più anonimi personaggi che, come per l’ultimo racconto che dà il titolo alla raccolta, hanno un valore simbolico, categorico direi! La maggior parte dei racconti è corredata da una nota finale, in cui brevemente viene presentata la storia del protagonista),

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“A portata di mano” – Tilman Rammstedt

Inevitabilmente le traduzioni comportano la perdita di qualcosa, del vero spirito dell’opera (come direbbe von Humboldt), ma allo stesso tempo permettono la loro sopravvivenza (concetto meglio espresso dai tedeschi con il termine fortleben). Nel chiudere questo libro subito mi sono venuti in mente questi concetti della teoria della traduzione, convinta che purtroppo qualcosa è andato perduto, ma un quid che mi rende curiosa di leggere questo romanzo anche in tedesco

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“Dimmi che c’entra l’uovo” – Fabio Napoli

Difficile pensare e progettare un futuro quando la parola chiave che domina la nostra esistenza e il nostro paese è una sola: precariato! Un tema senza dubbio attuale e trattato anche, con meno efficacia, da Michela Murgia in Il mondo deve sapere, facendo riferimento al mondo del call-center. Tuttavia l’esito non cambia: la difficoltà di modificare la realtà. Roberto Milano è un giovane laureato. La psioriasi ansiogena divora i suoi

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“Come l’aria” – Melinda Nadj Abonji

Avvertenze prima dell’uso: non lasciarsi ingannare dal titolo poetico (e forse un po’ melenso) del romanzo; cominciata la lettura, non confondere il monologo interiore con la prosa lirica, giacché Come l’aria è tutto fuorché un romanzo poetico. Al contrario, la poesia è scalzata dalla cruda realtà, la realtà di una famiglia piccolo borghese appartenente a una minoranza etnica ungherese residente in Jugoslavia ed emigrata in Svizzera alla ricerca di benessere

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“L’impronta della volpe” – Moussa Konaté

L’impronta della volpe è un noir fresco di stampa, sottolineo noir dal momento che Konaté, uno dei più importanti scrittori africani contemporanei, non si limita a raccontare e a risolvere un crimine. Egli vuole spingere il lettore occidentale a riflettere sulla realtà africana su cui tesse la sua storia, ad analizzare e ad avvicinarsi al mondo dei Dogon, un popolo animato da tradizioni antichissime. Nel cuore del Mali, nella regione

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