Category Lettori erranti

La Parigi letteraria tra ieri e oggi – Parte I

Girovagare con un falafel in mano nel Marais è una delle esperienze più suggestive che si possano fare a Parigi. In questo quartiere, brulicante di vita e di colori arcobaleno, passato e futuro, cultura e divertimento si intrecciano. Vi imbatterete in tante caffetterie tradizionali, gallerie d’arte, numerosissimi  negozietti vintage e ovviamente, librerie. Quando si è lontani, si cerca sempre qualcosa che ci riporti un po’ a casa; questa volta, non potevano

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Polan, una biblioteca itinerante

In questi anni di studentessa universitaria per le strade di Bari e soprattutto sui pullman di città mi è capitato di imbattermi in un signore, sempre sorridente, che mi ha colpito dal primo giorno in cui l’ho visto. Come non notarlo: porta con sé un carico di libri non indifferente, spesso tutti impilati uno sull’altro. La maggior parte delle volte lui quasi non si vedeva, coperto com’era da quella struttura

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Oggetti usati da Peter McCook – Guglielmo Lorenzo, Tonino Abballe

Peter McCook ha un dono speciale, sa ascoltare l’inudibile e sa riportare in vita storie che altrimenti sarebbero andate perdute. In religioso silenzio lascia che gli oggetti nella sua bottega prendano vita, carpisce l’essenza delle loro vicissitudini e le racconta a Giulio, un ragazzo senese che si ritrova per caso nella bottega dello strambo personaggio in un pomeriggio di luglio. Giulio è così colpito dai modi di fare di Peter

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“La morte felice” – Albert Camus

  È già maggio, le condizioni meteorologiche ci costringono ancora ad andare in giro con i cappotti pesanti e la gente sembra depressa. Proprio per questo motivo, senza pensarci molto, scelgo di portare con me La morte felice di Albert Camus, ovvero il tipico scrittore da “bon jour tristesse”. Non faccio in tempo a tirar fuori il libro dallo zaino che subito sento lo sguardo inquisitore della signora che ho

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Itinerari Fantastici. Viaggio nella Terra di Mezzo

C’è un viaggio che tutti gli amanti del fantasy vorrebbero fare. Contea, Rohan, Lorien, Gondor, Fangorn… Nomi che evocano paesaggi meravigliosi, ormai radicati nell’immaginario fantastico, e che tuttavia appaiono tanto familiari da dare la sensazione di esserci già stati. Forse perché è davvero così? L’opera di Tolkien è una maestosa trasposizione del mondo reale e il lettore si ritrova immerso in atmosfere e paesaggi che ha l’impressione di conoscere, sia

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“Survivor” – Chuck Palahniuk

Sono ancora in uno stato semiconfusionale, non so quello che è successo nel tragitto tra il letto e la stazione, riconosco solo la sensazione d’oppressione tipica del lunedì mattina. Fortunatamente, però,  le stelle, i pianeti, Stephen Hawking e l’associazione degli astrologi capitanati da Paolo Fox hanno tutti deciso che oggi un posto sul treno spetta a me. Riesco così a spiaccicarmi sulla mia isola felice, i miei 50 centimetri di

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Lettori erranti

   Il romanzo comincia in una stazione ferroviaria, sbuffa una locomotiva, uno sfiatare di stantuffo copre l’apertura del capitolo, una nuvola di fumo nasconde parte del primo capoverso[1]. I libri sanno fare tante cose. E gli ottimi libri le sanno fare molto bene. Tra queste vi è la capacità di rompere le barriere spazio-temporali: sanno evocare luoghi, sanno raccontarli, mostrano culture diverse. Ogni libro rappresenta una destinazione e i lettori sono quasi

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