Category Officina dei pensieri

Romanzi da… fine del mondo!

Ormai è alle porte. Il Natale? Scontati. Parlo della tanto acclamata, pubblicizzata, auspicata, temuta, discussa, immaginata, studiata e persino riprodotta fine del mondo (okay, sono scontata anch’io, ve lo concedo)! Ebbene sì, la psicosi da fine del mondo by Maya è ormai scoppiata e c’è chi vive con angoscia questi presunti ultimi giorni sul nostro bel pianeta. Solo per un puro divertimento, vogliamo fingere anche noi di credere che i

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Il libro del Natale passato, presente e futuro: ciò che i lettori amano rileggere a Natale

Tra due settimane è Natale e siamo felici di notare un certo fremito che somiglia alla scoppiettante attesa dei tre giorni più accoglienti dell’anno, spazzando via (finalmente) quella tristezza mischiata a cinismo e nasi storti che spesso gli intellettuali ostentano nei giorni che precedono la grande festa. Emozionanti le passeggiate pomeridiane verso casa, accompagnate dalle lucine risplendenti sulle ringhiere dei balconi, fieri della pioggia di diamanti che, dopo dodici mesi,

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Perché regalare libri a Natale?

È cominciato. Il countdown per le festività natalizie ha preso avvio ufficialmente il primo dicembre con la sua inevitabile scia di lucine colorate e di babbo natali appesi ai balconi e con l’affannosa corsa ai regali che ogni anno ci stressa sempre più. Tralasciando un dibattito sul quando e sul perché il Natale sia divenuto una festa così consumistica, vorrei soffermarmi invece sulle possibilità offerte dalla corsa al regalo, nei

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Blog letterari: molto rumore per nulla?

Twitter minaccia la letteratura? Con questa domanda, qualche settimana fa, aprivo il mio primo articolo su Temperamente. Nell’ultimo mese il dibattito sul rapporto tra blog letterari e critica letteraria tradizionale si è ulteriormente intensificato e gli interventi di numerosi critici di fama internazionale hanno trovato posto sulle colonne dei quotidiani più importanti del mondo. Il nocciolo della questione, per non tediarvi con tutte le puntate della discussione, è il seguente:

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La censura, mio nonno e i “NO” che non aiutano a crescere

L’estate 2012, almeno letterariamente parlando, ce la ricorderemo forse per un solo libro, o meglio tre, di non eccelsa qualità letteraria. In barba a tutte le letture migliori che avremo fatto quest’estate, sarà infatti impossibile rimuovere le Cinquanta sfumature di E.L. James che, a prescindere se le abbiamo lette o meno, sono state un tormentone al pari di un fastidioso jingle estivo. L’autunno fortunatamente porta via con sé anche le

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I libri non ci appartengono

In occasione di un laboratorio di scrittura creativa, Raffaele Nigro mi fece notare una realtà molto interessante: le cose non ci appartengono, ma sono loro a possedere noi. E da allora ci penso spesso, soprattutto osservando i libri quando mi trovo a girovagare nei mercatini dell’antiquariato o ripescando tra i libri di mia madre qualche sua lettura, come Un uomo che lei comprò non appena pubblicato. Quanta storia racchiudono, quanta

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Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei

Venerdì sera, festa a casa di amici. Si beve, si mangia, si fa casino. C’è un tipo in disparte, il bicchiere in mano, studia le mensole della libreria. Mi viene un po’ da ridere perché riconosco in lui una piccola mania dei cosiddetti “lettori forti”: la tentazione irresistibile, quando in una stanza c’è una libreria, una mensola o una semplice pila di libri, di andare a curiosare fra le letture

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Io e l’e-book: una tormentata storia d’amicizia. Riflessioni tardive

All’inizio non volevo neanche sentirne parlare, chiusa come sono nei confronti delle diavolerie tecnologiche. “E-book”. “E-book reader”. Che? Poi qualcuno dell’ambiente ha provato a spiegarmi di cosa si trattasse e io mi sono tenuta alla larga dagli URO (unidentified reading objects), perché, mi dicevo, posso farne a meno. Meglio: cosa me ne faccio? E, soprattutto: sostituire la carta con l’elettronica? Giammai! È bello avere una persona accanto e condividere con

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La lettura al tempo dei social network

“Twitter minaccia la letteratura”. Così alcuni giorni fa il «Corriere della Sera» titolava perentoriamente un suo articolo. La sentenza sarebbe frutto di un gruppo di scrittori inglesi riuniti alla World Writers’ Conference a Edimburgo.  Nell’incontro, dedicato a letteratura e censura, la tesi più discussa è stata quella espressa dallo scrittore Patrick Ness che ha lanciato l’allarme del «rischio autocensura» amplificato dall’uso dei social network. Twitter incentiverebbe uno «sproloquio di massa», minando la

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Resoconti letterari settembrini

Siamo ormai giunti a metà settembre, forse il mese odiato un po’ da tutti: studenti che tornano sui banchi di scuola, uomini e donne che si apprestano a sopportare un nuovo anno di lavoro, precari e disoccupati che per il lavoro venderebbero l’anima, lettori e lettrici che realizzano di non avere più a disposizione intere giornate da dedicare alla lettura. Insomma, settembre è il mese della consapevolezza, e in questo

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A che serve leggere?

Prendo spunto per questo intervento dal post che una mia amica ha scritto sul suo blog qualche tempo fa. Lei piuttosto si domandava perché leggere, sollecitata nelle sue riflessioni dalla domanda di un avventore del bar dove lavora, il quale le aveva domandato – senza troppo girarci attorno – chi glielo facesse fare a fagocitare ‘mattoni’ come quello che aveva visto riposto sul bancone del locale e di proprietà della

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Coming out letterari: prima o poi toccano a tutti

Hai ventitré anni, sei un lettore rispettabile, di quelli che possono vantare full immersion negli abissi dei classici d’ogni tempo. Hai guadagnato l’ammirazione delle tue colleghe-scarse-lettrici del corso di lettere con la tua teoria sul confronto Tolstoj-Dostoevskij, ché Veresaev aveva ragione: non puoi avere a cuore Dostoevskij e Tolstoj insieme, e Dostoevskij è il più grande scrittore di sempre per la sua profondità d’analisi sulla disarmonia che regna nell’animo umano.

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