“L’ultima lacrima” – Stefano Benni

Siete pronti a ridere in modo amaro? Questa è la domanda da porsi prima di leggere L’ultima lacrima, perché quella che verserete sarà nata sia dalle risate che da riflessioni ben più acri. Gli assurdi, incredibili, fantascientifici racconti di Benni sono una fantastica combinazione di verosimile e comico. Il problema è che il dato verosimile presente nei racconti e che fa la caricatura alla realtà contemporanea provoca delle situazioni, seppur scritte in modo decisamente divertente, terribili. Come, per esempio, la scuola nella quale i programmi obbligano gli alunni a imparare la storia della televisione o lo svago del sabato sera di riccastri viscidi che prevede una particolare caccia in cui scappa il morto. Tesori trafugati esposti in case di rispettabili colti borghesi, parchi divertimento dell’eros legalizzati dal governo, cene tra intellettuali boriosi talmente lontani dalla realtà da non curarsi della morte di un passante. Come sempre, il bolognese Benni, che tutti conoscono per le scanzonate storie di bar universali, descrive un mondo fantasioso ma orrendamente simile al nostro, servendosi di un  linguaggio pieno di neologismi e diverse parodie al fine di criticare aspramente la nostra vuota società. Ponendoci dubbi anche sull’aldilà tramite la “bocca” di un crostaceo. Racconti che divertono in modo esuberante e intelligente, lasciandoti alle ultime pagine vagamente terrorizzati ad ascoltare i Last tear. Chiuso il libro, finite le risate, ti guardi attorno, con il timore di rivedere qualche elemento dell’irrealtà di Benni nelle cose che ti circondano.

Azzurra Scattarella

Stefano Benni, L’ultima lacrima, Feltrinelli, 2004

Un commento a ““L’ultima lacrima” – Stefano Benni”

  1. Raskol'nikov says:

    interessante

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