Nel salotto virtuale di Temperamente ospitiamo quest’oggi Michela Zanarella, nata a Cittadella (Padova) nel 1980. Ha scritto due raccolte di poesie, Credo e Risvegli, e il libro Vita, infinito, paradisi“. Ma oggi la intervistiamo sul suo libro di racconti: Convivendo con le nuvole.
Leggendo i tuoi racconti ho provato la bellissima sensazione di stare immersa perennemente nella natura. In ogni piccolo viaggio in cui la tua penna mi ha condotto, ho sempre trovato con grande piacere elementi naturali. Che rapporto hai con la natura? È una tua “Musa” ispiratrice?
La natura è una meravigliosa fonte per la mia creatività, mi sento parte integrante di essa, ne raccolgo colori, sapori, sensazioni con la massima delicatezza, quasi a centellinare la purezza e la bellezza del mondo che mi circonda. Sì, la natura è la mia “Musa” ispiratrice, ho bisogno del contatto con il cielo, con la terra, con gli elementi del cosmo per sentirmi libera nella scrittura. Amo e desidero sentirmi un tutt’uno con la Natura. Facendomi questa domanda penso tu ti riferisca a “Convivendo con le nuvole”. E’ un titolo che si basa essenzialmente sulla “mimesica”. La mimesi infatti è una introiezione imitativa degli elementi fondamentali che regolano la vita e la realtà della terra. Gli elementi sono l’acqua, il vento, il fuoco e la terra stessa. Questo concetto di mimesi che è insito in me, investe le arti visive, ma anche la poesia, la letteratura, l’arte drammatica, la musica, l’architettura, ovvero tutte le arti in genere. E’ un concetto spiegato da Aristotele addirittura. La mimesica è il diventare, è l’essere sostanzialmente quell’elemento. La mimica è contrariamente imitare superficialmente una realtà. Ecco dunque la differenza che esiste tra la mimesica e la mimica, ma qui entriamo nel campo attoriale.
L’albero in alcuni tuoi racconti è un vero protagonista. In Giugno è un confidente, in Pesco, invece, è la visuale privilegiata di un ragazzo per poter ammirare la fanciulla di cui si è innamorato. Come mai questo ruolo così importante?
Se vogliamo partire dagli antipodi dell’esistenza umana, possiamo affermare che dare un’anima ad oggetti che apparentemente ci possono sembrare inanimati, vuol dire non sentirsi più soli, vuol dire sentirsi protetti, se sei tranquillo con te stesso e con i tuoi impulsi. L’albero, a nome Giugno, l’ho sempre percepito come un parente a me prossimo, un amico, un confidente. Appena uscivo di casa avevo subito la sensazione di protezione, di affetto e calore, e ciò variava con il procedere delle stagioni. Il suo umore lo comprendevo secondo le sfumature dei suoi colori, o secondo gli aghi di cui si liberava. Il Pesco lo avvertivo in tutta la sua fragilità, con tutte le sue malattie e i rossori di questo suo disagio esistenziale.
Le nuvole e il vento, invece, che cosa rappresentano?
Possiamo sempre entrare nell’ambito della mimesica con questa tua domanda, e possiamo specificare il personaggio “nuvola” e il personaggio “vento”. E’ proprio tramite l’introiezione del ritmo di queste visioni aeree che io mi faccio catturare per esprimere e fissare sulla carta le mie emozioni. Le nuvole ed il vento quindi rappresentano il contenitore della mia espressione scrittoria per questo libro.
Due racconti mi hanno colpito più di tutti: Gli zingari oscuri e La palla di pezza. Il primo, per la forza della protagonista che riesce a superare i pregiudizi della gente, offrendo la sua amicizia a chi è etichettato negativamente. Il secondo, sia per l’ambientazione (siamo in Africa), sia per quel bambino che non ha nessuno se non la sua palla di pezza. Come sono nati nella tua mente?
Questi due racconti fanno parte della stessa idea, ma con due sfaccettature diverse. Sono tuttavia sensibilizzanti di un comportamento primordiale ed infantile. Metto all’erta che non si può essere troppo istintivi con chi viene ritenuto per quel momento sociale diverso nel racconto “Gli zingari oscuri”, ma anche nell’altro racconto “La palla di pezza” è il bambino che diventa quasi autistico ad un mondo che lo circonda e quindi affida ad una palla di pezza il suo affetto, le confidenze e la sua amicizia.
Attualmente ci sono progetti per il futuro? Qualche altro libro in cantiere?
Sto scrivendo un romanzo dove lo sfruttamento dell’essere umano è tangibile. Ho molti altri progetti letterari in cantiere, ma preferisco non anticipare troppo.
Ringrazio Michela Zanarella per la sua disponibilità, non è facile al giorno d’oggi trovare qualcuno che ami davvero la natura!
















Via this interview, without a doubt, Michela shares with us what are the fundamentals, which make her so very special. Nevertheless, I sincerely believe that Michela is also an extremely intuitive and kind person, who is able to identify the marvelous –if you would, please consider a passage written by Tonia Mennitti–and share the same with the world: “SE GLI ABBRACCI FOSSERO ACQUA TI DAREI IL MARE… SE LE COCCOLE FOSSERO FOGLIE TI DAREI LA FORESTA….. SE L’AMICIZIA FOSSE LA VITA TI DAREI LA MIA… .” Actually, the foregoing is how I got to know Michela!!! Indeed, my COMPLIMENTI are wholeheartedly due to Michela, whom a consider a very dear friend!!! Rosario