Noi lettori abbiamo un problema, ammettiamolo: vorremmo che i registi riuscissero a mettere su pellicola un libro pagina per pagina, parola per parola, respiro per respiro, sensazione per sensazione; nel momento in cui la perfezione della scrittura non viene riprodotta al cinema, diamo di matto. Siamo fatti così, inutile prenderci in giro. Ne abbiamo tanti di difetti e questo li supera tutti. Ma stavolta, ahimè, non ho nulla da dire, davvero. Il libro mi aveva trasportato nello studio seicentesco di un famoso pittore impegnato a ritrarre una bellissima domestica. Il film ha risucchiato le immagini create dalla mia mente e ha dato loro corpo. Sono sconvolta. Ho visto il film qualche anno fa e ogni volta che ci penso, mi chiedo come il regista sia riuscito a farlo. È la storia di Griet, una ragazza costretta a lavorare come domestica a causa della difficile situazione della sua famiglia; la ragazza sarà accolta dalla famiglia del famoso pittore Johannes Vermeer, dove sarà addetta alla pulizia dello studio dell’artista… Quanto odio sciorinare la trama dei libri o dei film, per me non è fondamentale ed è qualcosa che vale soprattutto in questo caso: le bellissime descrizioni del libro diventano odori, colori, sguardi, sospiri, magistralmente resi da due incredibili attori, Scarlett Johansson e Colin Firth. La fotografia è incredibile, la scenografia inattaccabile, i costumi adeguati e l’atmosfera perfetta. Vedere Griet pestare i colori di Veermer e ricordarti che nella tua immaginazione avevano quella consistenza ti lascia senza fiato; assistere al silenzio fra i due protagonisti e sentire i loro sentimenti contrastanti che urlano all’unisono è quanto di più bello possa accadere ad uno spettatore. QUESTA è ARTE. Ci sono poesie che non si possono descrivere: leggete e poi guardate. La prossima volta che vi capiterà di osservare un orecchino di perla vi sentirete diversi.
Glenda Gurrado
Titolo: LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA
Regia: Peter Webber
Soggetto: romanzo di Tracy Chevalier
Sceneggiatura: Olivia Hetreed
Casa di produzione: Archer Street Productions, Delux Productions, Film Fund Luxembourg, Pathé Pictures International, UK Film Council, Wild Bear Films
















Condivido la recensione e l’ammirazione per il regista, ma vorrei non dimenticare la bravura della scrittrice, (una delle mie preferite), Tracy Chevalier, ideatrice della storia delicata, intensa, mirabilmente ambientata e collegata alle reali vicende del grande pittore Vermeer.
Valeria, sono d’accordissimo con te. Purtroppo la recensione fa parte della categoria “Libri al cinema” e quindi ho dato più spazio al film!:)