“Invisible Monsters” – Chuck Palahniuk

chuck palahniukUn delirio filosofico-esistenziale. Un viaggio, in fuga da ciò che si è, alla ricerca di ciò che si vorrebbe essere. Senza però avere un’idea precisa né dell’una né dell’altra cosa.

Shannon McFarland è una splendida modella. Vive passando da un servizio fotografico all’altro, non passa mai inosservata, è un vero e proprio oggetto del desiderio da rivista patinata. La sua vita perfetta include anche un fidanzato, Manus, e una collega-migliore amica, Evie. Sullo sfondo, tuttavia, una macchia: un’infanzia “cattiva”, un fratello, Shane, morto e sinceramente odiato, l’amore falso e ipocrita dei genitori. Un giorno, però, tutto cambia: mentre è alla guida della sua auto, Shannon viene raggiunta da una misteriosa pallottola che le sfigura orribilmente il viso. Da modella ammirata a muto mostro inguardabile, e quindi invisibile: è come morire per poi rinascere in un corpo, e in un mondo, del tutto nuovi. In ospedale conosce Brandy Alexander, una “regina” in attesa dell’ultima operazione per diventare definitivamente donna , anche lei, quindi, sul confine tra due vite; con lei inizierà il viaggio di cui sopra, fra identità inventate e farmaci rubati per essere rivenduti ma soprattutto consumati fino all’orlo dell’overdose. Brandy avvolge la mutilazione di Shannon in veli colorati ed eleganti: da mostro indicibile a donna muta e misteriosa,  Il finale è inaspettato, al punto da mettere a dura prova anche il lettore più disposto a credere nell’incredibile. Shannon, Brandy, Shane, Evie, Manus: dimenticate qualsiasi idea che vi siete fatti su di loro, perché sarete clamorosamente smentiti.

Le morali possono essere tante: che nulla è come sembra, tutto può riservarci sorprese, anche quando ci sembra di essere andati oltre le apparenze; che la perfezione pretende, e spesso pesa mille volte di più dell’imperfezione; che il più delle volte ciò a cui aspiriamo e ciò che veramente vogliamo non coincidono, e non basterà una protesi a colmare il vuoto.

Il cinico elegante Palahniuk racconta la storia attraverso le parole della protagonista, con un “montaggio” che prevede concatenazioni di piani temporali diversi: si parte dal climax, per poi dipanare il racconto tramite “flash” sparsi che spetta al lettore riordinare, gradualmente, sino alla soluzione finale, in cui tutto torna e trova un senso. Lo stile è quello che i lettori di Palahniuk conoscono e amano: crudo, a volte amaramente ironico e tendente al grottesco, che sa di profondità di pensiero e di verità sbattuta in faccia.

Marina Lomunno

Chuk Palahniuk, Invisible monsters, Mondadori, 227 pagg., euro 9.

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