“Quella brava ragazza” – Lars Bill Lundholm

Come al solito, terminata la lettura di un libro, ho il bisogno di rifletterci su, raccogliere le idee e successivamente passare a un’altra storia.  Le sensazioni che questo giallo svedese mi ha regalato sono contrastanti, ma non entusiasmanti. Non posso dire che questo romanzo non mi sia piaciuto, ma neanche il contrario.

Certamente il punto forte di questo libro consiste nelle descrizioni, molto precise e dettagliate, che permettono di immaginare perfettamente i luoghi, i personaggi, il loro modo di interagire con gli altri. Quando Cathrine Haldeman-Spegel viene uccisa, noi siamo lì, riusciamo a vedere perfettamente il coltello che la pugnala con violenza ben sette volte. E il commissario Axel Hake, un uomo che ricorda molto il Dottor House (per la necessità di camminare con un bastone, suo inseparabile compagno), ci porta sulle spalle mentre conduce le indagini con i suoi colleghi. Siamo lì durante gli interrogatori, la scoperta di nuovi indizi, la dissoluzione di ipotesi perché nuovi tasselli scompaginano i primi sospetti. Cathrine è la tipica brava ragazza, almeno così la descrivono i genitori, le insegnanti, i vicini di casa, ma per quale motivo è stata uccisa con tanta efferatezza? L’assassinio di Jenny Jansson, l’amica-ombra di Cathrine, è semplice imitazione, opera di un serial killer o nasconde qualcos’altro? Il commissario deve fare in fretta perché la stampa opprime, il terrore si diffonde e il carnefice potrebbe colpire ancora. E come se questo non bastasse, Hake è preoccupato per la sorella e per la compagna Hanna, amante sfuggevole.

Molto abile nel descrivere il mondo dei ricchi e dei poveri, Lars costruisce un’indagine che somiglia al quartiere di Stoccolma in cui è ambientato il giallo, quello di Ostermalm: una fila di belle facciate dietro le quali si poteva celare di tutto. Un romanzo senza dubbio ben costruito, ma che mi fa pensare a una bella sceneggiatura. Esso, infatti, rivela l’abilità dell’autore di scrivere film e serie tv, ed è proprio questo che non mi ha convinta. I colpi di scena, seppur presenti e ben architettati, non suscitano tensione; lo stile dell’autore, seppur impeccabile, è come una cinepresa: inquadra tutto alla perfezione, ma non riesce a trasmettere emozioni forti. E quest’ultime sono proprio quelle che cerco nel giallo.

Simona Leo

Lars Bill Lundholm, Quella brava ragazza, Feltrinelli, p. 351.

1 Discussion on ““Quella brava ragazza” – Lars Bill Lundholm”
  • Sono assolutamente d’accordo con Simona. Oggi – ahinoi – moltissimi scrittori ragionano per immagini, immagini che funzionerebbero magari al cinema (grazie a una sapiente regia, a musiche d’atmosfera o ridondanti, a un uso del chiaroscuro e tutto il resto), ma non sulla pagina, perché oggi la sola scrittura è spesso insufficiente a creare pathos, suspence, tensione. Non a caso molti romanzi contemporanei risultano didascalici, in quanto sembrano sceneggiature cinematografiche o, appunto, di fiction televisive.

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