“Laura di Rimini” – Carlo Lucarelli

A Laura non piacciono i libri gialli. Semplicemente non ne è attratta. Ma cosa succederebbe se ci si trovasse in mezzo presa di peso dalla collottola?
Siamo a Bologna. Aula universitaria. Ultima sessione d’esame estiva del corso monografico di Italiano II, facoltà di Lettere Moderne.
Il corso è (stato) tenuto dalla prof.ssa R. Creberghi, insegnante che è stata ritrovata uccisa una settimana prima nella sua abitazione.
Ma l’università non può fermarsi neanche di fronte alla morte (viene quasi da dire the show must go on) e quindi ci sono gli assistenti che sosterranno l’esame al posto della docente accademica.
Laura, e tutte le sue compagne, sono divorate dall’ansia nell’attesa che giunga il proprio turno di essere interrogate.
Ma se sapessero che tre spietati omicida sono sulle tracce di una di loro avrebbero molti più validi motivi per essere stressate.
La protagonista è una studentessa universitaria come molte altre, che per dividere le spese vive con altre due coinquiline, Anna di Pesaro e Paola di Ferrara. Timida e schiva, non ha grilli per la testa, e il suo unico obiettivo è quello di conseguire la laurea.
Dopo aver sostenuto l’esame, e aver messo in saccoccia un bel 30 e lode, l’appuntamento è al Caffè del Teatro, tappa obbligata per ogni universitario.
Ma la natura chiama e Laura ha un bisogno fisiologico che non può più aspettare, troppo a lungo trattenuto. Così affida lo zaino ad un’amica affinché glielo custodisca.

«Ma che diavolo ci sarà in questo zaino?» si chiede la sua compagna, colpita dal peso inconsueto.

E ce lo dice subito Lucarelli, cosa c’è dentro:
Quattro chili di cocaina purissima, quaranta etti, quattromila grammi, roba che a metterla sul mercato, al minuto, ci viene fuori il fatturato di una piccola industria leader del settore, qualunque settore. Tutti lì, in quello zainetto, divisi in sacchetti piccoli, bianchi e lucenti.
Solo che questo non lo sa nessuno, se non i tre malviventi che stanno cercando la studentessa e la roba che ha accidentalmente portato via.
E il capo del cartello, naturalmente. Fuori di testa dalla rabbia, altrettanto naturalmente.
Nasce così, con il più classico degli scambi di borsa, l’inizio di questo romanzo. Grazie ad una serie incredibile di coincidenze e incontri mancati per questione di secondi, Laura riesce inizialmente a sfangarla, ma la fortuna non potrà salvarla per sempre.
Sembra incredibile che nel giro di pochi giorni una ragazza quasi noiosa, figlia di albergatori e senza troppe pretese, si ritrovi immersa in sparatorie, intercettazioni, poliziotti corrotti, mafiosi russi. Ma Laura capisce al volo che se vuole sopravvivere deve acuire una forma di intelligenza che fino a quel momento non pensava nemmeno di possedere.

Il libro è veramente molto corto. Ci si investono due ore e lo si legge in un fiato; troppo alto e frenetico è il ritmo e i ribaltamenti di scena per interrompere il proseguo del romanzo (breve).
Non fraintendetemi: non aspettatevi lo scritto che vi cambia la vita, nessuno ha gridato al miracolo letterario quando è uscito, ma il suo dovere lo compie. E il suo dovere è quello di intrattenere, e fare scoprire l’epilogo della storia del personaggio del titolo.
Per cui, cosa aspettate? Come si scappa con quattro chili di cocaina sulle spalle?

Carlo Lucarelli, Laura di Rimini, Super ET 2009, € 9,50

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.