“L’inferno è vuoto” – Giuliano Pesce

Venerdì scorso sono stato alla libreria Verso a Milano (riuscitissimo esperimento edito-culturale, che fa dell’indipendenza e della peculiarità dei titoli proposti sue fiere bandiere) alla presentazione del libro L’inferno è vuoto, del giovanissimo autore Giuliano Pesce, classe ’90.
Ero stato incuriosito sia dal titolo del libro sia dalla presenza in veste di moderatore della presentazione di Alcide Pierantozzi, prolifico scrittore che ho avuto l’onore di conoscere di persona. Inoltre l’incontro è stato davvero interessante – come molti degli appuntamenti di Verso Libri, che vi consiglio di tenere sott’occhio e frequentare, se siete alla ricerca di eventi non scontati relativi ai libri – grazie anche alle letture del bravo attore Federico Gariglio e ad una buona dose di alcool: aggiungendo solo un paio di euro al prezzo del libro, si poteva sorseggiare un cocktail punch dedicato al Cobra, uno dei protagonisti delle pagine di Pesce (forse il mio preferito).

Ma veniamo al libro.
L’inferno è vuoto è un hardboiled che parte subito in quarta e non fa che accelerare fino al frenetico finale. Del resto non poteva che essere così, per una storia che comincia nientemeno che con il suicidio del Sommo Pontefice durante l’Angelus domenicale, di fronte alle televisioni di tutto il mondo. Il messaggio che il Papa lascia al mondo rende tutto, se possibile, ancora più strano e, per certi versi, sinistro:

«Non esiste alcuna verità; non esiste alcun dio.
Ho ricevuto molto più amore di quello che ho donato, di questo vi ringrazio.»

È facilmente immaginabile il caos che va creandosi a seguito di un fatto di questa portata: città di Roma in tilt per l’arrivo dei fedeli e fili da burattinaio tirati per confermare o accrescere il potere da parte di personalità senza scrupoli.
È un’occasione d’oro anche per Fabio Acerbi, che se gioca bene le sue carte potrebbe scrivere un best seller sull’accaduto e fare il tanto agognato salto di qualità all’interno della casa editrice per la quale lavora.
Anche Alberto Gasman (con una sola n, non ha parentele con il famoso attore) è travolto dalla situazione, anche se a ben guardare avrebbe molto altro a cui pensare, dato che il noto presentatore Carnaroli, alle cui proprie cure era stato affidato, giace riverso al suolo dopo una nottata di esagerazioni e oscenità.
E cosa mai vorrà quella rossa dagli occhi del color dello smeraldo che sembra essere ovunque, durante gli accadimenti nevralgici?

I personaggi del romanzo sono davvero molti e ben caratterizzati (quasi tutti maschili, per espressa scelta narrativa) ma, come fin da subito anticipato dall’autore, potrebbe essere davvero sconveniente affezionarsi a qualcuno di loro, dato l’elevato tasso di mortalità.
L’inferno è vuoto ha un ritmo frenetico che scorre veloce, ricco di espedienti narrativi misti a numerosi insegnamenti morali che lo scrittore inserisce tra le pieghe della narrazione, che possono divenire delle piccole fonti di ispirazione -true story.

La lettura de L’inferno è vuoto è consigliato a tutti quelli in cerca di emozioni febbrili e non deboli di cuore, cui si aggiunge il mio personale auspicio di leggere presto nuovi scritti di Giuliano Pesce.

Giuliano Pesce, L’inferno è vuoto, Marcos y Marcos, 2018, € 18

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