“Libri di Sangue – Le Stelle della Morte” – Clive Barker

A differenza di Stephen King, che più o meno tutti conoscono, Clive Barker potrebbe benissimo sembrare, a chi non ama il genere horror, un emerito mister nessuno. Ecco, grave errore: all’estero Barker è osannato come fosse un Dio e in quarta di copertina, su questo primo volume de I Libri di Sangue, lo stesso King dice: «È talmente bravo da lasciare senza parole. Fa sembrare noi scrittori gente che ha dormito dieci anni e si è appena svegliata».
Avevo già parlato di lui quando, su una pittoresca bancarella, ero incappata in una vecchissima edizione di Schiavi dell’Inferno; adesso in libreria è uscito questo volume e ovviamente mi sono fiondata a comprarlo a scatola chiusa. Di Barker – o meglio, tratti dai suoi lavori – ho visto un sacco di film, ed ho scoperto con piacere che quello che credevo essere un romanzo è in realtà una raccolta di racconti (io amo la struttura dei racconti: incisiva e immediata, ma al tempo stesso ricca di contenuti e colpi di scena).
Quest’uomo è un genio, a mio avviso. I suoi lavori – che, ne sono certa, al giorno d’oggi passeranno in sordina – spiccano come diamanti fra quell’ammasso di spazzatura che è la letteratura horror contemporanea, fatta solo di “vampiri” vegetariani assetati di storie d’amore e donzelle (tanto indifese quanto ridicole) che li bramano.

Un breve preambolo apre la scena: abbiamo un finto medium che per sbancare il lunario millanta di entrare in contatto con i morti, e una sfilza di spiriti inquieti che, di contro, vorrebbero realmente parlare; così le loro strade si incrociano, uno squarcio si apre fra realtà e aldilà e i defunti cominciano a raccontare, incidendo le storie delle loro vite, fra carne e sangue (da qui il titolo della raccolta), direttamente sul corpo del malcapitato.
Barker spazia da un argomento all’altro senza mai vacillare, quindi ce n’è veramente per tutti i gusti: dalla Macelleria Mobile di Mezzanotte (con cui si apre la scena, e da cui è stato tratto il film The Midnight Meat Train) a cadaveri che amano l’arte e ne approfittano, una notte, per fare una capatina a teatro; attori defunti che recitano la vita e demoni alle prime armi che infestano case (con risultati, fra l’altro, tutt’altro che spaventosi). Ci sono storie di ogni genere dentro questo libro, a volte macabre e spaventose, a volte assurde, a volte esilaranti. Un solo elemento comune le lega tutte quante: morte e sangue, e state certi che, in quanto al sangue, Barker ne elargisce in abbondanza.

Un paio di racconti li ho letti prima di andare a letto: pessima decisione. Ma in fondo che senso ha un romanzo dell’orrore se appunto non riesce nel suo compito primario, ovvero quello di spaventare il lettore?
Niente storie d’amore melense e per nulla credibili, solo corpi smembrati – per dovere nei confronti di chi, sulla Terra, ha camminato prima di noi –, sbigottimento e realtà che di logico non hanno assolutamente nulla, dalle quali è necessario lasciarsi coinvolgere abbandonando ogni freno inibitore. Immaginando – e credendo – tutto possa accadere, e niente sia scontato.

Ursula Arcuri (Regan)

Clive Barker, Libri di Sangue – Le Stelle della Morte, Castelvecchi, 241 pagg, euro 16,50

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  • Noto come questa edizione di Castelvecchi del 2011 non sia altro che la riedizione del primo Books of Blood del buon Barker, edito da Sonzogno ed intitolato “Infernalia”. Mi è sconosciuta la ragione per cui Castelvecchia abbia valutato di cambiare il titolo, essendo senz’altro più suggestivo il primo. Barker è un genio assoluto, per mio gusto personale supera King (in particolare il King degli ultimi anni). I Libri di sangue sono sei, sei scrigni dell’orrore firmato Barker, in cui l’orrore assume forme spesso cariche di sensualità e sofferenza. Molti film sono tratti dai racconti inseriti nei Libri di Sangue, oltre al già da te citato Midnight Meat Train di Kitamura. Dal primo racconto incluso nel volume da te letto, “Il Libro di Sangue” e da Il libro di Sangue (post-scriptum): Jerusalem Street, racconto conclusivo del sesto ed ultimo volume della serie (Monsters), è stato tratto nel 2008 il film “Book of Blood”, diretto da John Harrison, un film a mio gusto personale piuttosto inefficace, che rappresenta un pò un’occasione mancata. Dal racconto “Il proibito /The Forbiden”, incluso nella quinta raccolta (Visions) e stato tratta la trasposizione cinematografica di Candyman. Barker è uno scrittore prolifico e geniale, una perla rara nel panorama horror degli ultimi 30 anni.

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