Quel che conta non sa contare – A. Chiara Scardicchio

Un manifesto breve di Logica & Fantastica mi è sembrato un (auto)regalo opportuno per Natale, così ho letto d’un fiato in questi ultimi giorni del complicato 2016 Quel che conta non sa contare di Antonia Chiara Scardicchio, disponibile tra gli scaffali da un paio di settimane.

Ho avuto più occasioni di incontrare di persona Chiara, che è docente e ricercatrice in Pedagogia Sperimentale, presso l’Università degli Studi di Foggia, nonché fondatrice dell’Hope School Italia (maggiori info, potete trovarle qui) e con questo suo scritto “andavo sul sicuro”.

Intendo dire che, cercando qualcosa che potesse scuotermi e attivare gli ingranaggi delle possibilità, lei non mi avrebbe deluso… anzi! Anche se questo manifesto, come Chiara l’ha definito, si presenta sotto forma di bozza, disegno, di scritto che chiede un respiro ulteriore, i concetti sono tutti ben delineati ed è come svegliarsi o illuminarsi ad ogni frase.

Solo una trentina di pagine, che però non mi sono risparmiata di sottolineare, scrivere, segnare. Un po’ come si fa con quei romanzi che ti si avvinghiano al cuore e ti trascinano verso di loro.

La prosa saggistica di Chiara Scardicchio ha lo stesso effetto delle acrobazie tanto degli atleti quanto degli artisti circensi: i movimenti sono precisi e scientifici, contornati e tecnici, ma anche audaci, slanciati, da brivido. Perché la creatività non è alternativa alla ragione. Non a caso questo piccolo anti-manuale – afferma Chiara nella premessa – è scritto per tutti gli educatori. O forse no. solo per alcuni. Per quelli saltimbanchi. E claudicanti.

La sua scrittura, come il suo pensiero, è così: ossimorica. Come piace considerare la vita anche a me. La ricerca per Chiara Scardicchio trova e dona spazio alla creatività, poiché indaga e mette al centro strade e linguaggi eterogenei. Anche la leggerezza, in quest’ottica, diventa impegno e chi educa è al contempo scienziato e danzatore. E in questo piroettare e sfogliare possibilità, non si può non sostenere che la creatività  è consanguinea dell’utopia.

Non vi sentite già più leggeri a leggere tutto ciò? (Ah, il gioco di parole è consapevole e intenzionale!). In questo girotondo di idee e nuove visioni, arrivano anche Calvino, Marcuse, Rodari e tanti altri intellettuali, formatori, filosofi con un passo lieve e autorevole, che ogni pagina è un sorriso e un sospiro di nuova coscienza.

E allora, siano benedetti i clown, i maestri dell’errare, i ricercatori dell’utopia, perché quel che conta non sa contare.

Antonia Chiara Scardicchio, Quel che conta non sa contare, Edizioni La Meridiana, pp. 28, 5 euro.

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