Vacanze a Dublino con “Dubliners 100”

– La Dublino di Dubliners 100

Dubliners 100Per celebrare il centenario della pubblicazione di Gente di Dublino, masterpiece di James Joyce, la casa editrice Minimum Fax ha raccolto in un libro, dal titolo Dubliners 100, quindici autori e autrici irlandesi per rievocare non solo il grande Joyce e la magnifica coralità espressa dalla sua opera, ma anche la moltitudine di storie e narrazioni che descrivono la Dublino dei giorni nostri.
Joyce descrisse la sua opera come «un capitolo della storia morale del mio paese»; ebbene in Dubliners 100 è lo stesso. Ogni storia è a sé stante ma nel complesso riesce, assieme alle altre, a mantenere una coerenza interna, un leitmotiv, tenendo insieme vari stili,  differenti livelli di lettura, le allusioni, le risonanze, le evocazioni, le diverse caratteristiche dello scrivere di ciascuno.
John Kelly ci trasporta dentro a una metafora musicale, Mary Morrissy richiama, nel suo racconto, l’inquietante figura del pederasta, comparso anche nel romanzo originale di Joyce; Belinda McKeon ci mostra le ossessioni dell’oggi, dall’abuso di alcool al compulsivo controllo dei propri social accounts,  mentre Evelyn Conlon, sceglie a sua volta allegorie, come fece Joyce, in critica alla situazione politica irlandese, come subordinata a quella inglese.
Dubliners 100 è un viaggio nel tempo, un flashforward, è un’opera ambiziosa che cerca di reggere il confronto con un autore complesso, critico, conflittuale, che cerca di rendere omaggio a quella Dublino e a quegli abitanti che, in fondo, non sono poi tanto cambiati.

– Da non perdere

Dublino

Come in una collocation linguistica, in cui una parola ne richiama un’altra, ecco che a pronunciare il nome Dublino, si deve dire anche Temple Bar. Quartiere costruito nei primi del seicento, Temple Bar è divenuta col tempo covo di artisti. Oggi il quartiere è prevalentemente turistico ma merita comunque una visita anche da parte di coloro che non amano gli itinerari prestabiliti; in questa zona non mancano infatti gli artisti di strada, i banchetti su cui trovare miriadi di libri usati – in English, of course –  e naturalmente si può visitare il pub più famoso della città, che prende il nome proprio dal quartiere. Il momento ideale per una birra.
Proseguendo per la strada accompagnati dagli immancabili reel irlandesi, attraversando una via lattea di pub, negozi e ristoranti, troverete, così come a Trieste, una statua di James Joyce.
E a proposito di statue, andate a contemplare in Grafton Street la bella Molly Malone, pescivendola entrata nella storia grazie ad una canzone divenuta sua volta inno ufficioso d’Irlanda : «Lei era una pescivendola / ma non c’è da stupirsi / perché lo erano stati anche suo padre e sua madre / e tutti e due avevano portato il carretto / per strade strette e larghe / gridando “vongole e cozze vive!”».
Consigliamo di visitare anche il Dublin Castle, simbolo della colonizzazione inglese. Il castello, voluto fortemente dal normanno Giovanni Senza Terra, fu emblema del potere esercitato dagli inglesi sulle terre d’Irlanda. Visitando il suo interno, prestate attenzione alla Throne Room, in cui è conservato il trono di Gugliemo d’Orange – scranno su cui oggi siede ogni Primo Ministro al momento della nomina ufficiale. A guardare la scena dall’alto, un lampadario rappresentante in foglia d’oro un trifoglio, una rosa e un cardo uniti in un intreccio, simbolo dell’unione tra Irlanda, Inghilterra e Scozia.
Da vedere la chiesa di Christ Church, costruita per volontà del primo re vichingo Sigtrygg Barba di Seta nel 1038, in seguito alla sua conversione al cristianesimo e ristrutturata nel 1870. Non mancate di visitare, però, anche St. Patrick’s Cathedral, eretta in nome del santo patrono d’Irlanda e missionario cristiano, cattedrale che vi colpirà per le finissime decorazioni che arricchiscono i suoi pavimenti e per le immense vetrate.
Last but not least, concedetevi il tempo per uscire dalla città e partire all’esplorazione della meravigliosa contea di Wicklow che sorge a sud di Dublino. Se amate il verde, la natura, se volete vedere quanto possono correre veloci le nuvole, se volete scoprire quanto le loro ombre possano modellare la terra sottostante come in un’illusione ottica, se volete scoprire come le luci e le ombre modificano un volto, visitatela. In treno, in auto, con pullman organizzati, non importa, andateci.
E se volete vedere qualcosa che vi lasci davvero senza fiato – o meglio breathless -, se volete sentire le parole mancarvi in bocca, andate a Galway a visitare le scogliere di Moher.
A sole 5 ore di treno e sulla costa opposta rispetto a Dublino, troverete una costa bianca a picco su un mare di velluto, e potrete sentirvi come il personaggio di spalle nel famoso quadro di Caspar David Friedrich, Il viandante sul mare di Nebbia. Sarà così, ve lo prometto.

Dublino2

Dublino

– Tour letterario a Dublino

· Sulle tracce di Wilde e Yeats

Tra gli autori che hanno segnato la storia della letteratura irlandese, non possiamo non menzionare anche Oscar Wilde (1854-1900) e William Butler Yeats (1865-1939).
Il primo, la cui scrittura fu caratterizzata da aforismi, paradossi e vivaci metafore, è passato alla storia per via del suo celebre romanzo Il Ritratto di Dorian Gray. Wilde, dandy e proclamatore dell’estetismo, ideatore del motto “L’arte per l’arte”, fu un personaggio la cui ironia e il cui cinismo letterario trovarono posto non solo nella prosa ma anche nel teatro. Una sua statua è sita proprio a Galway, sulla costa occidentale. Lì è possibile sedersi “accanto” al grande autore.
Il secondo, poeta affascinato dal misticismo e dallo spiritualismo, scrisse moltissimi versi che ancora oggi riecheggiano nella cultura irlandese. Nel 1923 ottenne, infatti, il premio Nobel per la letteratura.
Una sua statua è sita a Sligo, a nord, quasi sul confine della Repubblica d’Irlanda con l’Irlanda del Nord, tappa obbligata per chiunque abbia amato le sue poesie e per chiunque voglia visitare il nord del paese.

Statua Oscar Wilde Dublino

· Altri Autori Irlandesi

Tra gli altri autori autoctoni, ricordiamo senz’altro Jonathan Swift, autore de I viaggi di Gulliver, e Samuel Beckett, autore dell’opera Aspettando Godot, anch’egli premio Nobel per la letteratura dell’anno 1969.

· Altre curiosità letterarie

In caso vi mancasse l’ambiente universitario, nel cuore di Dublino e a due passi dal fiume Liffey, troverete il Trinity College. Qui è custodito il Book of Kells, un codice risalente all’800 d.C., che si pensa sia stato realizzato presso monastero di Iona e poi ceduto, nel 1661, solo in seguito a invasioni vichinghe, furti e mille altre peripezie, al Trinity College. Il codice, perfettamente e splendidamente minato, è considerato un vero e proprio capolavoro dell’arte celtica ed è possibile ammirarlo acquistando il biglietto sul sito d’ateneo o all’apposito sportello informativo.
Oggi si assiste ad una nuova fioritura della letteratura irlandese. Sono diversi, infatti, gli articoli di testate britanniche e irlandesi che parlano di nuovi autori, autrici e di nuove pubblicazioni. Tra gli emergenti citiamo Paul Murray, Kevin Barry e Donal Ryan, pubblicati per la prima volta assieme a Eimear McBride, Sara Baume, Lisa McInerney e Colin Barrett.

Book of Kells

– Soggiorno e costi

L’Irlanda, fortunatamente, offre possibilità di soggiorno un po’ per tutte le tasche, anche per quelle tendenzialmente vuote. Prenotando con un anticipo medio, il volo oscilla tra le cinquanta e le ottanta euro ma, viaggiando leggeri e senza incappare nelle tasse aggiuntive per il bagaglio da stiva, la cifra potrebbe rimanere quella indicata senza lievitare ulteriormente.
Anche i soggiorni a Dublino  sono molto variabili, da un punto di vista economico. Personalmente, consiglio sempre a coloro che intendono risparmiare, di affidarsi agli ostelli. Questi, oltre che ad essere davvero mantenuti in ottime condizioni, offrono anche, a basso prezzo, camere doppie, casomai qualcuna o qualcuno preferisse un po’ di privacy. (E inoltre si fanno sempre incontri interessanti e si ha modo di sperimentare le proprie capacità linguistiche con persone provenienti da tutto il mondo). A settembre, per intenderci, una camera doppia, con bagno interno alla stanza, può costare un’ottantina di euro a settimana.  Nella tariffa solitamente è inclusa solo la colazione, ma se il vostro itinerario prevede comunque l’esplorazione della città dalle prime luci del giorno, procacciarsi il cibo a spasso per la città dovrebbe già rientrare nei vostri piani.
Evitate, se non volete essere spennati, locali nei quartieri più turistici ma prediligete taverne, pub, ristoranti un po’ più defilati rispetto alle tratte più affollate. Non ve ne pentirete e, ad un costo onesto, potrete gustarvi le specialità della cucina irlandese.  Insomma, viaggiare può essere un hobby costoso, ma l’Irlanda, rispetto ad altri paesi europei, può venirvi incontro. Se le vostre tasche al momento sono vuote, non preoccupatevi: l’Irlanda non scappa da nessuna parte… e se riuscirete a risparmiare abbastanza per un viaggio, ricordatevi di lei, ricordatevi dei miei consigli, ricordatevi di Temperamente.
Noi ve l’avevamo detto!

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Buon viaggio letterario dalla redazione di temperamente.it!

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