Ormai sono una Milf – Pintus al Teatro Team

Può succedere che un sabato pomeriggio Pintus ti faccia cambiare i programmi per la serata. Così mi son ritrovata ad accettare l’invito di un amico per lo spettacolo Ormai sono una Milf di questo esilarante comico e imitatore.

Duemila persone tra bambini, giovani e adulti. Tutti esauriti i posti al Teatro Team di Bari, sabato 4 febbraio, per due ore (o più, ieri ho perso la cognizione del tempo) di risate continue. Sul palco, episodi di tutti i giorni, come se le nostre vite fossero caricature, ridicolizzate sui social e vissute apaticamente dal vivo.

Pintus non ha risparmiato nessuno: bambini, esseri infami, malefici e crudeli, tanto diretti quanto straordinari, ai quali nonostante tutto è impossibile non voler bene; adolescenti, spesso confinati nei loro modi di dire e obbligati quasi automaticamente ad una distanza con le figure genitoriali, salvo poi accettarne l’amicizia su facebook; adulti, che rappresentano il vero problema della società. Sì, perché gli uomini sono sempre così lineari, accessibili, “semplificati”; le donne inglobate – e forse ostacolate – dalla loro stessa complessità.

Ormai quarantenne, Pintus ha ben presente i soggetti a cui riferirsi in particolare: gli stessi che continuano a definirsi ragazzi/e pur avendo ormai quattro decenni alle spalle, a vivere come avessero di nuovo vent’anni, a commentare foto improbabili sui social, a lanciare hashtag improponibili.  E poi, le Milf: quella categoria antropologica di donne, mamme, così attraenti e ben curate da far gola a tardo adolescenti e uomini di una certa età; quella categoria antropologica di donne, mamme, che sembrano sorelle delle loro figlie con l’unica aggravante di risultare più ridicole e imbarazzanti  tutte le volte che si scattano un selfie; quella categoria antropologica di donne, mamme, che scorazzano chiassose in cinque in un’auto, in qualche serata libera.

Pensavo si sarebbe soffermato molto di più su questo profilo di donna contemporanea, invece no. Meglio, perché son finiti nel mirino della comicità tanti “personaggi” di questi tempi liquidi. Diciamo la verità: siamo un po’ tutti succubi della tecnologia, dei selfie a tutta forza, della virtualità che ha tolto il gusto di chiacchierare in compagnia; siamo inconsapevoli schiavi delle mode alimentari, delle acrobazie e rivisitazioni culinarie, delle abitudini quotidiane; subiamo inconsciamente l’effetto dell’appiattimento critico dei nuovi mezzi di comunicazione.

Però Pintus è andato oltre: ha intrecciato alla quotidianità fibre della sua autobiografia, pezzi della sua storia, racconti e aneddoti del suo passato di bambino e adolescente per far ridere e riflettere, secondo la distinzione pirandelliana tra comicità e umorismo. La goffa signora attempata tutta imbellettata di Pirandello non è forse la Milf aggressive e seducente di Pintus? Io penso proprio di sì.

Nella performance da straordinario one show man, non è mancato lo spazio anche per l’incoraggiamento ai ragazzi e ai giovani a fare esperienze, girare il mondo, avere contatti, mettersi alla prova, sudare e guadagnare posizioni, perché non è il risultato che conta ma il lavoraccio per ottenerlo.

In conclusione, mi ha colpito moltissimo la proiezione di foto di famiglia e momenti autobiografici, a ricordare o precisare che dietro l’attore c’è sempre e comunque un bambino che è cresciuto, ha imparato e si è formato.

Complimenti per la leggerezza e l’autenticità, alla prossima Pintus!

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