Terapie a base di… libri!

LIBRO – Bugiardino
Composizione: miglioratore dell’umore a base di storie incredibili; il principio attivo è costituito da stimolatori di fantasia; ulteriori eccipienti: parole, creatività, sogni.
Categoria terapeutica: rimedio omeopatico della categoria dei miglioratori dei sintomi emozionali.
Indicazioni terapeutiche: è particolarmente indicato in caso di eccessiva aderenza alla realtà e smania di emozioni forti. È utile anche nella cura di noia, tristezza e accidia.
Controindicazioni: è un rimedio naturale clinicamente testato sui lettori forti; non sono state riscontrate controindicazioni. 
Precauzioni d’impiego: è adatto a qualsiasi età; prima dell’uso, bisogna prepararsi all’idea dell’arricchimento culturale cui si va incontro.
Dosaggio, posologia e tempi di somministrazione: assumere almeno un capitolo al giorno, prima e dopo i pasti. Il suo contenuto non ha scadenza.
Effetti collaterali: Può solo causare una lieve dipendenza, che va favorita anziché risolta.

I libri salvano la vita: quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase? Be’, potrà sembrare un po’ troppo enfatico, ma alla sottoscritta è successo davvero: grazie a un libro ho evitato un incidente che forse non mi avrebbe strappato la vita, ma avrebbe potuto rovinarmela. Continuando a ringraziare le variazioni sul mito di Prometeo (Marsilio) per come sono andate le cose, non posso negare che i libri abbiano se non un vero e proprio potere salvifico, quantomeno la grande dote di modificare la nostra esistenza.
Ed è proprio al beneficio che si può trarre dai libri che guardano i medici britannici, che d’ora in avanti potranno prescrivere terapie a base di… romanzi.

A chi non è mai successo che un libro abbia condizionato l’umore? Determinati romanzi non ci fanno chiudere occhio, altri invece favoriscono la nostra serenità; altri ancora ci fanno ridere o piangere, o magari ci lasciano del tutto indifferenti: insomma, sembrerebbe che le storie racchiuse fra le pagine fruscianti dei libri siano più efficaci e certamente meno invasive di potenti farmaci.
Così, se un paziente soffre di depressione, lo si potrà “curare” con uno dei trenta libri presenti in una lista distribuita ai medici. Alcuni sono specifici testi di terapia comportamentale, altri, invece, sono opere poetiche e romanzi che hanno effetti positivi sul morale.

Il fatto che la prescrizione di un libro anziché di un farmaco sia in alcuni casi più fruttosa non è campata per aria, ma emerge da uno studio pubblicato sulla rivista PlosOne: i pazienti che hanno seguito una terapia associata alla lettura di romanzi hanno registrato risultati più soddisfacenti di coloro che sono stati curati attraverso terapie tradizionali.

Alcuni dei romanzi che figurano nella lista sono The snow goose di Paul Gallico, Opere scelte di Anton Čechov, L’alchimista di Paulo Coelho.
Dovessi consigliare qualche titolo per arricchire il corpus, avendone testato l’efficacia terapeutica sul mio stesso morale, indicherei:

La lunga vita di Marianna Ucrìa della Maraini, per il messaggio positivo che la protagonista sordomuta lancia: si può vivere una vita degna di essere chiamata tale anche con un handicap, che può addirittura trasformarsi in un punto di forza;

Un giorno questo dolore ti sarà utile di Cameron, per la piacevolezza della lettura e perché invita a non sottrarsi alla vita;

Stupore e tremori della Nothomb, perché l’ironia salverà il mondo e perché la forza d’animo di Amélie alle prese con i soprusi dei suoi capi in azienda funge da esempio e da spinta ad affrontare anche le avversità nel modo migliore;

Agostino di Moravia, per la tenerezza che fa il protagonista in un’età di passaggio, non più bambino ma neanche adolescente a tutti gli effetti.

E voi, quali romanzi “prescrivereste” ai vostri amici in difficoltà?

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.