Cup of books: “Norwegian wood”

È un venerdì pomeriggio piovoso. Mi sembra il momento più adatto per accendere la mia nuova candela al mashmallow abbrustolito e sedermi alla scrivania. Fuori c’è ancora la luce. Qualcosa sta cambiando, lo sento. Piove, ma è una pioggia diversa, che non fa male. Una pioggia che porta speranza, la promessa di una nota calda di cui posso sentire il profumo mischiato a quello della cera dolce in procinto di sciogliersi. Devo posare gli occhi su una copertina che assomigli a questi odori, ne ho davvero bisogno. Colori pastello, azzurro ghiaccio, porcellana, insieme alla nota calda di una chioma che cede alla forza di gravità. È questo il libro giusto: Norwegian Wood di Murakami. Ricordo di averlo letto di notte, nel silenzio della solitudine, quella solitudine rassicurante che solo la luce sul comodino e le voci lontane e ovattate della strada possono dare. Ricordo che questo libro non ha mai smesso di far parte di me. ricordo che dopo averlo finito decisi era un gran bel libro: assomigliava proprio a questo profumo, delicato ma indimenticabile. Ma c’è anche altro in questo romanzo, un “altro” pesante come il buio, un qualcosa che il dolce mischiato all’erba bagnata dalla pioggia non riesce ad evocare. Manca tutto il dolore, il nulla, e la durezza che colpiscono i protagonisti, a volte per pochi momenti, a volte, più spesso, per tutta la vita. È necessario aggiungere un altro tassello a questo pomeriggio, una bustina chiara, con un filo di cotone, che sia allo stesso tempo forte ed aspra. I protagonisti, continuano a camminare senza meta per le strade di Tokio, perchè hanno perso il sentiero, quella strada che aveva il nome di un migliore amico o di un fidanzato, che non è riuscito a spiegare la sua infelicità. Perchè la vita è così, e anche la morte è così: “La morte non è l’opposto della vita, ma la sua parte integrante”. E questo romanzo del 1987 possiede la vita, che ha sua volta contiene la morte, ed è per questo che tesse, di pagina in pagina, una trama che, nella sua lineare semplicità, agguanta il lettore, cambiandolo un po’, in silenzio. Assaporo la mia tazza di té. Ora il ricordo è perfetto: Norwegian wood è il mashmallow bruciato, la pioggia battente e una tazza di tè nero all’arancia.

Glenda Gurrado

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